Olly e Lucio Corsi
Olly e Lucio Corsi sul podio del Festival di Sanremo 2025

Sanremo 2025. Vince Olly, Lucio Corsi e Brunori Sas completano il podio

La 75ª edizione del Festival di Sanremo segna una (l'ennesima) svolta verso la tradizione. Lo sguardo è al passato, la modernità gli occhi (e l'attenzione) di TikTok

I bookmaker l’avevano previsto e così è stato: alla 75ª edizione del Festival di Sanremo, la prima delle due sotto la direzione artistica di Carlo Conti, a trionfare è stato Olly con Balorda nostalgia. Un brano calcolato per lasciare il segno, capace di mescolare enfasi e melodia, portato sul palco dal cantautore genovese della “scuderia” di Marta Donà, manager che in passato aveva già accompagnato alla vittoria Måneskin (2021), Marco Mengoni (2023) e Angelina Mango (2024).

Se Olly ha conquistato il podio con una hit (anche troppo) studiata per il Festival, a far parlare di sé è stato anche Lucio Corsi, autentica rivelazione della kermesse. Con Volevo essere un duro, ballata rock dai toni glam e dal sapore anni ’70, l’artista toscano ha saputo esprimere al meglio la propria identità musicale, conquistando il Premio della Critica Mia Martini e guadagnandosi il secondo posto.

Sul terzo gradino del podio, invece, troviamo Brunori Sas con L’albero delle noci, una canzone che rievoca la grande tradizione cantautorale, affrontando con dolcezza e profondità il tema dell’amore e della paternità.

A chiudere la top five, Fedez con Battito, un brano che, fondendo melodia, rap e autotune su un tappeto sonoro jersey, racconta battaglie personali e sfide interiori, e Simone Cristicchi con Quando sarai piccola, una straziante dedica alla madre affetta da Alzheimer e al ciclo della vita. La sua interpretazione, data da più d’uno sul podio, gli è valsa comunque il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla, che gli ha riconosciuto la profondità del messaggio.

La restaurazione

In scia alle ultime edizioni di Amadeus, Sanremo 2025 ha confermato la tendenza alla restaurazione con molti dei brani in gara a rifarsi alla tradizione festivaliera e a nostalgie assortite per i passati prossimi e remoti della nostra tradizione canora. Con i rapper, ai quali il Festival ha spalancato le porte del grande pubblico, che passano da provocatori a passatisti, e il rap stesso a vestirsi di nostalgica potabilità per un pubblico adulto (Shablo e co.), la cosiddetta modernità ha assunto contorni di canzoni patchwork confezionate per TikTok, che a loro volta contengono stralci di tradizione sanremese, in un mix per esaltare al massimo ritmi e performance canora (con o senza aiuti digitali).

Rispetto all’era Amadeus, quello di Conti, al netto degli ottimi punteggi di share, è stato un festival piuttosto piatto, per non dire noioso, privo delle consuete polemiche che da sempre lo hanno animato ed amplificato l’audience sui social. Sono ormai lontani i tempi in cui alla kermesse arrivava, seppur in modo edulcorato e parziale, una parte del “nuovo” nazionale che, attraverso il Festival, avrebbe potuto affacciarsi su un pubblico nazionale (vedi Colapesce, Dimartino, La Rappresentante di Lista, ecc.). Al contrario, in gara troviamo artisti che si servono del Festival per tentare di rimanere rilevanti in un mainstream dal turnover elevato. Achille Lauro, quest’anno, e Ghali, lo scorso con Casa mia, hanno partecipato non tanto per aggiungere fama e nuove prospettive alle rispettive carriere, ma più prosaicamente per mantenerle a galla a livello palazzetto.

Nuovi standard

Coma_Cose, Elodie, Clara, Fedez, The Kolors, Michielin, ecc. sono ormai nuovi habitué, e c’è gente come Irama che sembra ormai occupare quella stessa quota di artisti che in passato ritrovavamo solo al Festival (chissà se chi ha scommesso su di lui a San Siro nel 2026 avrà ragione). A questo si aggiunge la poca varietà delle penne e degli arrangiatori dietro ai brani. I cantautori, vedi appunto Corsi o Brunori, sono una razza aliena, al Festival partecipano (da sempre) interpreti che si ritrovano a cantare testi scritti dai soliti parolai (Abbate, Simonetta, Petrella) che finiscono per coprire molto più della metà delle canzoni in gara.

Di seguito la classifica finale di Sanremo 2025 con i collegamenti ai brani di cui ci siamo occupati nel corso della settimana.

Classifica finale di Sanremo 2025

  1. OllyBalorda nostalgia
  2. Lucio CorsiVolevo essere un duro
  3. Brunori SasL’albero delle noci
  4. FedezBattito
  5. Simone CristicchiQuando sarai piccola
  6. GiorgiaLa cura per me
  7. Achille LauroIncoscienti giovani
  8. Francesco GabbaniViva la vita
  9. IramaLentamente
  10. Coma_CoseCuoricini
  11. BreshLa tana del granchio
  12. ElodieDimenticarsi alle 7
  13. NoemiSe t’innamori muori
  14. The KolorsTu con chi fai l’amore
  15. Rocco HuntMille vote ancora
  16. Willie PeyoteGrazie ma no grazie
  17. Sarah ToscanoAmarcord
  18. Shablo feat. Guè, Joshua e TormentoLa mia parola
  19. Rose VillainFuorilegge
  20. Joan ThieleEco
  21. Francesca MichielinFango in paradiso
  22. ModàNon ti dimentico
  23. Massimo RanieriTra le mani un cuore
  24. Serena BrancaleAnema e core
  25. Tony EffeDamme ‘na mano
  26. GaiaChiamo io chiami tu
  27. ClaraFebbre
  28. RkomiIl ritmo delle cose
  29. Marcella BellaPelle diamante

Ospiti e Eurovision

La serata è stata arricchita da ospiti quali Antonello Venditti, che ha ricevuto un premio alla carriera, e Mahmood, che ha presentato in anteprima il suo nuovo singolo Sottomarini. Con questa vittoria, Olly ha ora la possibilità di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2025, continuando la tradizione di successo della musica italiana sulla scena internazionale.

Tracklist

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