“Ma l’impresa eccezionale, dammi retta / è essere normale”, cantava Lucio Dalla. Presentandosi da alieno, con quella maschera di cerone bianco volutamente citazionista che tira in ballo Peter Gabriel, Renato Zero e, ovviamente, Ziggy Stardust, Lucio Corsi è salito sul palco di Sanremo 2025 con Volevo essere un duro, ballata rock dai toni inevitabilmente glam e anni ‘70 che ne racchiude e svela in pieno l’identità artistica e che, a dispetto delle apparenze, non è altro che un elogio della normalità.
Se la musica si avvale di una costruzione armonica semplice ed efficace (oltre ai citati, viene in mente il cantautorato rock, intriso di lirismo, di Ivan Graziani e Alberto Fortis), aprendosi in un ritornello indolente – eppure memorabile – e procedendo leggera e delicata con interventi chitarristici gustosi di sapore Mick Ronson, il testo è uno dei più poetici, evocativi ed originali sentiti in questa edizione, il ricordo (auto)ironico di un’infanzia segnata dall’inadeguatezza.
Anche se apparentemente “vivere la vita è un gioco da ragazzi”, in realtà il mondo è sempre duro “per quelli normali”, cioè per tutti quelli che avrebbero voluto essere “medaglia d’oro di sputo” ma sono finiti per essere “cintura bianca di judo” perché hanno “troppo sole negli occhiali”; non resta allora altro se non ammettere che si può essere solo se stessi (“Non sono altro che Lucio”). La normalità di essere diversi o, se preferite, la diversità di essere normali.
Tutto questo viene portato sul palco dell’Ariston con naturalezza e spontaneità, vedi come Lucio si aggiusta il sedile del piano prima di iniziare, o come riprende in mano il microfono che si era messo sotto l’ascella (!) per suonare una frase di chitarra. Nel suo essere così amabilmente fuori posto e, giocoforza, differente da tutto il resto quanto a personalità, carattere e forza artistica, la performance di Corsi è un piccolo miracolo, destinata a rimanere nella storia del Festival come quelle di altri alieni come Rino Gaetano, Enzo Carella e Vasco Rossi e, per quanto espressione della stampa specializzata (il televoto, quasi certamente, ribalterà tutto), la sua presenza tra i primi cinque più votati dei ventinove in gara ha già il sapore di vittoria morale.
Tutto secondo pronostico: da quando era stata annunciata, la sua partecipazione a questo Sanremo era tra le più attese e chiacchierate (tra i connoisseur e i più attenti, certo); aspettative confermate e scommessa vinta su tutti i fronti, in attesa del tanto pubblicizzato e sbandierato duetto con Topo Gigio sulle note di Nel blu dipinto di blu, previsto per la serata di venerdì.
Volevo essere un duro anticipa l’album omonimo in uscita il 21 marzo di Lucio Corsi. Il videoclip, pubblicato subito dopo l’esibizione, vede la partecipazione amichevole di Massimo Ceccherini e Leonardo Pieraccioni.