Dove eravamo rimasti? Il debut album di Michael Stipe era stato dato per ultimato nel 2023. Sapevamo che ogni canzone avrebbe (a questo punto usiamo il condizionale) un progetto visivo abbinato e che tra queste ci dovrebbe essere un duetto con Courtney Love, sempre se lo stesso brano non finisca nella tracklist del suo album, che assieme a quello dell’ex frontman dei R.E.M. può vantare una gestazione ancor più lunga.
Eravamo inoltre a conoscenza della presenza del brano I’m the Charge, registrato agli Electric Lady di New York con Andy LeMaster e Pat Mahoney (LCD Soundsystem), oltre al fatto che tutti i brani pubblicati negli ultimi anni come Drive to the Ocean, Your Capricious Soul e No Time for Love Like Now (collaborazione con i Big Red Machine, ovvero Aaron Dessner dei National e Justin Vernon / Bon Iver) potrebbero farne parte.
Le – anche buone – scuse addotte da Stipe per i continui ritardi hanno riguardato un trasloco con il compagno Thomas Dozol, la pandemia, un classico writer’s block (“Potrei lavorare al disco per un altro decennio ma ho imparato a tenere a bada le mie insicurezze”) e, non ultima, la mostra milanese I Have Lost and I Have Been Lost but for Now I’m Flying High.
Nuovo aggiornamento dal Times
Ora, in un’intervista al Times, abbiamo ulteriori aggiornamenti. Il lavoro «ha richiesto più tempo del previsto – dice – Ci sto lavorando ma ci sta volendo più tempo di quanto volessi». E fin qui niente di nuovo, come già si sapeva del rallentamento dei lavori dovuto al Covid («Non ha aiutato»).
Il cantante l’ha poi presa larga, ripercorrendo i suoi anni dallo scioglimento dei R.E.M.: «Mi sono preso cinque anni, poi la musica mi ha richiamato». Ribadendo la sfida personale rappresentata dall’esordio solista: «È stata una lotta. Voglio che sia fantastico, ma porto con me il peso di essere stato nella band. L’asticella è altissima, perché vorrei che fosse allo stesso livello, e questo è quasi impossibile».
Ha parlato di un progetto entusiasmante e intimidatorio allo stesso tempo: «È incredibilmente eccitante ma anche spaventoso. Sto facendo la musica per la prima volta e penso di essere bravo, ma non grandioso. Amo però la mia voce: non mi piace la mia voce parlata, ma adoro quella che uso per cantare e voglio tornare a immergermi nell’idea di offrire musica al mondo».
Venendo al concreto, il disco non sarebbe stato ultimato (come diceva nel 2023): mancherebbero ben otto brani da terminare. La nuova scadenza indicata però è entro la fine del 2026, da prendere con le dovute pinze. Ipotesi di titolo? Scherzosamente, Stipe ha detto si chiamerà Meet THE Michael Stipe.
Nuovo brano e collaborazioni recenti
A proposito di nuova musica, questo mese è uscito I Played The Fool, un brano nello stile dei R.E.M. come sigla di Rooster, la serie HBO con Steve Carell. Il pezzo è co-prodotto da Andrew Watt (chitarra) insieme a Josh Klinghoffer (ex Red Hot Chili Peppers, attualmente nei Pearl Jam) e Travis Barker dei Blink-182 alle pelli.
Per quanto riguarda l’indimenticato trio, i rapporti con gli ex compagni restano ottimi. Nel 2024 Stipe è tornato sul palco con Peter Buck, Mike Mills e Bill Berry durante l’ingresso nella Songwriters Hall of Fame, eseguendo una versione acustica di Losing My Religion, prima esibizione insieme dal 2007.
Più recentemente, il cantante ha partecipato a uno dei concerti celebrativi del quarantennale di Lifes Rich Pageant a Brooklyn insieme a Michael Shannon e Jason Narducy, interpretando dal vivo brani come These Days e The Great Beyond. L’anno precedente aveva cantato con loro anche Pretty Persuasion.
Nel frattempo, continua a dialogare con i fan anche sui social: su Bluesky ha recentemente chiarito alcuni versi di It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine), rivelando che per decenni molti ascoltatori hanno interpretato erroneamente alcune linee del brano.