Mahmood e Blanco con la (già) hit Brividi portano a casa la vittoria della settantaduesima edizione del Festival di Sanremo. Una vincita annunciata così come il podio di una classifica completata da Elisa e Gianni Morandi, piazzatisi rispettivamente seconda e terzo.
Per Mahmood si tratta del secondo primo posto. Del 2019 il primo trionfo in solitaria con Soldi. La cantante di Monfalcone, l’unica a poter veramente contendere il primo posto ai vincitori, non è riuscita con O forse sei tu a bissare il successo di Luce, brano con il quale si era presentata alla kermesse nel 2001, vincendola. A lei comunque è andato il premio “Giancarlo Bigazzi” per il migliore arrangiamento.
Spetterà dunque a Mahmood e Blanco rappresentare l’Italia all’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest che si terrà a Torino il prossimo maggio.
Classifica finale
- Mahmood e Blanco – Brividi
- Elisa – O forse sei tu
- Gianni Morandi – Apri tutte le porte
- Irama – Ovunque sarai
- Sangiovanni – Farfalle
- Emma – Ogni volta è così
- La Rappresentante di Lista – Ciao ciao
- Massimo Ranieri – Lettera di là dal mare
- Dargen D’Amico – Dove si balla
- Michele Bravi – Inverno dei fiori
- Matteo Romano – Virale
- Fabrizio Moro – Sei tu
- Aka 7even – Perfetta così
- Achille Lauro – Domenica
- Noemi – Ti amo non lo so dire
- Ditonellapiaga con Rettore – Chimica
- Rkomi – Insuperabile
- Iva Zanicchi – Voglio amarti
- Giovanni Truppi – Tuo padre, mia madre, Lucia
- Highsnob e Hu – Abbi cura di te
- Yuman – Ora e qui
- Le Vibrazioni – Tantissimo
- Giusy Ferreri – Miele
- Ana Mena – Duecentomila ore
- Tananai – Sesso occasionale
Si chiude così un’edizione record per Sanremo 2022. Un trend positivo d’ascolti che, a partire dalla seconda serata, è stato inarrestabile, arrivando a toccare la ragguardevole cifra di 13 milioni 380 mila spettatori (e uno share pari al 65%) nella serata conclusiva. Numeri che non si vedevano dal 1995.
È stata anche la migliore, dati alla mano, tra le tre condotte da Amadeus (da qui scherzosamente soprannominata Amadeus ter), testimoniata inoltre dai 6 milioni e 422 mila spettatori davanti allo schermo nel momento della proclamazione dei vincitori, pari a uno share del 73.4%.
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A concorrere al successo della serata finale: il superospite Marco Mengoni, che ha cantato L’essenziale, canzone con la quale vinse il Festival nel 2013, e il suo ultimo singolo, Mi fiderò. Ma anche il siparietto del cantante con l’attore principale de È stata la mano di Dio, Filippo Scotti, sulle derive pericolose degli haters sul web. E la presenza di Sabrina Ferilli, con i tentativi di gossip/polemica montati ad arte sui social – il “Sabrina Ferilli Gate” – ad aggiungere ulteriori tasselli mediatici a un evento che, da qualsiasi punto di vista lo si guardi, è stato un trionfo per il grande pubblico, infiammato anche dal FantaSanremo, il simil Fantacalcio promosso da Sky che ha fatto pronunciare ai cantanti in gara “papalina” e “Zia Mara”.
Nella classifica finale, sono state senz’altro penalizzate le proposte più eccentriche e festanti, le meno allineate al canone sanremese. Se dobbiamo/possiamo ancora usare il termine “indie”: veder Giovanni Truppi al 19° posto, due posizioni sotto all’Insuperabile di Rkomi, è stato piuttosto frustrante (ancor di più considerando che il miglior testo è andato a Moro e alla sua Sei tu), così come il 16° riservato a Chimica di Ditonellapiaga e Rettore, altrettanto mortificante per una proposta che avrebbe senz’altro meritato più attenzione. Migliore il trattamento riservato a Dargen D’Amico (che durante la finale ha tirato una frecciatina al Governo che «tende a dimenticarsi delle piccole realtà musicali») e La Rappresentante di Lista, entrambi in top 10, rispettivamente al 9° posto (Dove si balla) e al 7° (Ciao ciao). E non ultimo anche il soulman Yuman, con Ora e qui, avrebbe meritato almeno un posizionamento a metà classifica.
Poi ci sono i sopravvalutati, Irama e, in particolare, il sopracitato Fabrizio Moro che, come dicevamo, intasca il premio Sergio Bardotti con uno dei suoi brani meno incisivi e meno originali di sempre (così simile a Che sia benedetta di Fiorella Mannoia). Viceversa, ben posizionati, si fa per dire, i fanalini di coda della lista: Le Vibrazioni, Giusy Ferreri, Ana Mena e Tananai.
I premi speciali di #Sanremo2022 pic.twitter.com/b2eE61LaYv
— Festival di Sanremo (@SanremoRai) February 6, 2022
Premio della Critica Mia Martini
Massimo Ranieri – Lettera di là dal mare
Premio della Sala Stampa Radio Tv Web Lucio Dalla
Gianni Morandi – Apri tutte le porte
Premio al Miglior Testo Sergio Bardotti
Fabrizio Moro – Sei tu
Premio Migliore Arrangiamento Giancarlo Bigazzi
Elisa – O forse sei tu
I vincitori di #Sanremo2022 @Mahmood_Music #Blanco pic.twitter.com/V8tMi2PTbN
— Festival di Sanremo (@SanremoRai) February 6, 2022
Le 3 canzoni di Sanremo più ascoltate su Spotify nell’ultimo giorno del Festival
Interessante è anche andare a guardare cosa si è ascoltato sulla piattaforma per lo streaming musicale più popolare, ovvero Spotify, nell’ultima giornata di svolgimento della kermesse. Brividi, ancora presente nella top 10 globale (posizione numero nove), si conferma al primo posto delle classifiche Italiane, seguita da INSUPERABILE di Rkomi e da Ovunque Sarai di Irama. Le prime 10 posizioni della chart italiana restano occupate da canzoni del Festival di Sanremo 2022.
Su queste pagine potete leggere i nostri commenti ai brani in gara quest’anno: Sangiovanni, Giovanni Truppi, Le Vibrazioni, Emma, Rettore e Ditonellapiaga, Elisa e Iva Zanicchi, La Rappresentante di Lista, Achille Lauro, Noemi, Gianni Morandi, Yuman, Mahmood e Blanco, Michele Bravi, Massimo Ranieri, Rkomi, Dargen D’Amico, Giusy Ferreri e Ana Mena.