Per la quarta volta sul palco dell’Ariston, Giusy Ferreri presenta Miele di Petrella, Takagi, Ketra e Abbate. L’artista siciliana rispolvera le sue origini con un brano dal sapore folkloristico, con tanto di megafono vintage, chitarre pizzicate e puntina di grammofono. Ritmo in levare, atmosfere esotiche e un testo che respira di nostalgia e metafore raramente azzeccate («lama che sa di miele»). Il resto, però, fa acqua da tutte le parti. Il testo, a parte pochi elementi, è un fiume in piena di frasi fatte e stereotipi sull’amore unidirezionale.
Ferreri ha annunciato oggi l’uscita del nuovo album, Cortometraggi, prevista per il prossimo 18 febbraio. La performer, che ricordiamo essere l’artista fuoriuscita da un talent ad avere venduto più copie nel mondo, con circa 2.600.000 album e singoli, è reduce dal singolo estivo La Isla con Elettra Lamborghini, il cui stile, però, appare molto lontano da questa Miele. Senza alcun dubbio si tratta di un altro brano filler di questa edizione del Festival.