Lei Sanremo l’ha vinto nel 2012, con Non è l’inferno. Ora Emma, reduce dalla pubblicazione della sua prima raccolta di successi, torna all’Ariston con un brano composto in squadra da lei, Petrella e Dario “Dardust” Faini che non è più una promessa ma una solida conferma come hitmaker. Lasciando da parte i dubbi che ha espresso il maestro Vince Tempera sulla presenza di Francesca Michielin nella veste di direttrice d’orchestra, le due sono affiatate, e a parte qualche incertezza iniziale la canzone procede spedita e «ogni cosa è al suo posto».
«Ogni volta è così / siamo sante o puttane / e non vuoi restare qui / e neanche scappare». Emma Marrone ha grinta da vendere e non lo scopriamo oggi, ma il pezzo, pur gradevole, è assai poco distinguibile dalla sua precedente produzione. Ci sono buone Elodie-vibes, un po’ di reminiscenze della più recente Loredana Bertè e della Gianna Nannini post-Sei nell’anima – con pure qualche vago sentire della Giusy Ferreri di Volevo te (firmata da Faini). Graffia, ma senza osare. Ma l’asso nella manica sarà nella serata delle cover…