Massimo Ranieri

Massimo Ranieri e il pop italiano senza tempo di “Lettera di là del mare” a Sanremo

Una classica canzone italiana, firmata da Fabio Ilacqua, per il cantante e attore partenopeo

Massimo Ranieri mancava dal Festival di Sanremo dal lontano 1997, quando portò in gara Ti parlerò d’amore (firmata da Guido Morra e Gianni Togni, con lui anche nel musical Hollywood: Ritratto di un divo). Quest’anno rappresenta la quota “senior” insieme a Iva Zanicchi e Gianni Morandi, ma non ha il temperamento giocoso dei due colleghi e difficilmente lo vedremo in classifica con un featuring con Fedez o Fabio Rovazzi.

E va bene così. Ha in gara una canzone italiana classica che più classica non si può, che si sposa bene con la sua storia, e l’intensità che il cantante e attore partenopeo dona da sempre alle proprie interpretazioni è rintracciabile anche nella Lettera di là del mare.

L’evocazione di un viaggio infinito in musica e parole, con una parte fischiata che ricorda vagamente Com’è profondo il mare (forse non a caso). Eppure il brano, composto da Fabio Ilacqua, sembra svolgersi in una chiave non adatta all’attuale vocalità del maturo performer, che durante l’esibizione sanremese mostra insoliti segni di sofferenza. Ed è un vero peccato. Crescerà con gli ascolti.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Massimo Ranieri (@ranieri_official)

Tracklist

Ti potrebbe interessare