Fottitene e balla
Tra i rottami
Balla per restare a galla
Negli incubi mediterranei
Che brutta fine le mascherine
La nostra storia che va a farsi benedire
Ma va’ a capire perché si vive se non si balla
Dargen D’Amico a Sanremo: è successo. Nel senso che è accaduto per davvero. Ma anche che dopo la prima serata JD è terzo in classifica (e dopo la seconda è ancora quarto). Vestito di rosa, tra Verdone e Fuga dal mondo dei sogni, totalmente a suo agio sul palco del festival ma sempre e comunque dargenescamente “meta-“, Jacopo presenta un tormentone tra Battiato (certi micromomenti, i corettini a rinforzo) e Gigi Dag (#eurodance) che è la sua Musica leggerissima: un invito a fottercene di stare calpestando le macerie di questo tempo nostro e a ballarci sopra. Il pezzo ha diviso la compagine dei fan storici del rapper eoliano-milanese, ma funziona.
Il video è una specie di Metaverso vaporwave in cui delle belle statuine à la Gilbert & George ballano immobili sopra un trentatré giri. Mentre la testolina di Dargen segna l’avanzare del testo nella classica modalità karaoke.
Dargen D’Amico ha pubblicato l’album Bir Tawil nel 2020, il disco seguiva a tre anni di distanza Variazioni, il lavoro prodotto da Tommaso Colliva con la collaborazione della pianista Isabella Turso, e Ondagranda, con il cantante soul e rapper Emiliano Pepe (2019).
L’ultimo lavoro, pubblicato sulla scorta della partecipazione al festival rivierasco, Nei Sogni Nessuno è monogamo è uscito il 4 marzo. La recensione è di Gabriele Marino.