Nel 2001 una giovanissima Elisa sale sul palco dell’Ariston per la prima volta e stupisce pubblico e critica con Luce (Tramonti a Nord Est). Raffaella Carrà, conduttrice di quell’edizione, la proclamerà vincitrice di Sanremo quell’anno dando inizio a una carriera di successi, che spesso l’ha vista flirtare con la lingua (e il pubblico) inglese. Il sound di Elisa è sempre stato trasversale rispetto al pop italiano da classifica in senso stretto. E quel tocco mistico che caratterizzava i suoi esordi l’ha sempre distinta dalla selva dei soliti interpreti “sole/cuore/amore”.
Le cose cambiano e la carriera della cantante si è colorata di mille sfumature, fra enormi successi (Eppure sentire (un senso di te)), e grandi collaborazioni (Gli ostacoli del cuore con Ligabue). A 21 anni di distanza, Elisa ritrova il solito look etereo, con un bell’abito bianco e un make up tra lo spirituale e il tribale. O forse sei tu, scritto dalla stessa cantautrice friulana con Davide Petrella, è un brano scritto per puntare dritto alla vittoria. Altissimo tasso emozionale, immagini semplici ma efficaci, orchestrazione in bilico fra il classico sanremese e il musical Disney, il tutto in una perfetta armonia che però lascia un enorme vuoto.
Elisa attinge a piene mani dalla grande tradizione delle canzoni d’amore all’italiana, da Laura Pausini a Tiziano Ferro. L’evidente emozione della cantante, alla sua prima apparizione da concorrente dopo il 2001, non la tradisce, la performance è fin troppo perfetta, al punto che si potrebbe persino definirla glaciale. Insomma, un razzo impeccabile che mira dritto alla vittoria e che però ci lascia un po’ indifferenti.
O forse sei tu è il secondo singolo estratto da Ritorno al futuro, l’album di Elisa in uscita il 18 febbraio che segue a distanza di quattro anni Diari Aperti (2018). La nuova prova ha in comune con la precedente gli autori Dario Faini (Alessandra Amoroso, Emma, Renga, Annalisa) e Davide Petrella (Cesare Cremonini, Gianna Nannini, J-Ax e Fedez, Elisa, Jovanotti, Emma, Fabri Fibra), ma anche il sound aperto alla contemporaneità del pop italiano ormai sedotto dalle sonorità urban e hip hop.
