È da qualche tempo che Robert Fripp e Toyah Willcox infilano nel loro Sunday Lunch cover anni ’90 senza distinzioni di sorta tra pop, rock, metal e crossover. Hanno suonato pezzi di Lenny Kravitz, Rage Against The Machine, Slipknot e ora senza problema alcuno si lanciano nel singolo con il quale i Limp Bizkit hanno sfondato nelle classifiche mondiali, ovvero Nookie.
Nel clip, il King Crimson suona il riff di Wes Boreland con indosso un cappellino à la Fred Durst, mentre Toyah si guarda bene dal rappare intonando le strofe del pezzo, la storia della relazione del frontman con una ex che lo tradiva ma non riusciva a mollare, da lì il ritornello: ha fatto tutto per la …nookie.
Il brano è stato menzionato di recente nel documentario Netflix Trainwreck a proposito di Woodstock ’99. I Limp Bizkit sono stati protagonisti dell’evento, con una controversa performance che ha contribuito ad alzare il livello di aggressività sottopalco, preparando il terreno al peggio che sarebbe arrivato in seguito.
Robert Fripp e il suo manager David Singleton sono attualmente in tour per una serie di spoken word dal titolo An evening with that awful man and his manager. Il chitarrista ha recentemente condiviso un trailer di presentazione degli eventi, in cui ha ricordato quell’unica volta in cui ha incontrato Jimi Hendrix ricevendo dei complimenti. Ricordiamo inoltre che il 1° settembre esce The Guitar Circle, il suo primo libro.
I coniugi nel frattempo hanno annunciato che il Sunday Lunch sarà anche un tour in arrivo nel 2023. Per farvi un’idea di quello potrebbe accadere durante gli show, sulle nostre pagine potete recuperare molte delle cover eseguite finora dalla premiata ditta Fripp & Toyah, tra cui Are You Gonna Go My Way? di Lenny Kravitz, Psychosocial degli Slipknot, Back In Black degli AC/DC, la versione Oktoberfest di Keine Lust dei Rammstein, All My Life dei Foo Fighters, Killing In The Name dei Rage Against the Machine, Devil Inside degli INXS, Zombie dei Cranberries, Creep dei Radiohead, Give In to Me di Michael Jackson (con il chitarrista in versione Slash), Won’t Get Fooled Again degli Who, War di Edwin Starr, Lonely Boy dei Black Keys, Rockin’ in the Free World di Neil Young, Bullet With Butterfly Wings degli Smashing Pumpkins, Blitzkrieg Bop dei Ramones, Should I Stay Or Should I Go dei Clash, Teenage Kicks degli Undertones, I Wanna Be Your Dog degli Stooges, Too Drunk to Fuck dei Dead Kennedys, Master Of Puppets dei Metallica, title track dell’album del 1986 che ha segnato la storia della band di James Hetfield e soci, ma anche I’m Too Sexy dei Right Said Fred, Sympathy For The Devil dei Rolling Stones, Venus in Furs dei Velvet Underground, These Boots Are Made for Walkin’ di Nancy Sinatra, Chop Suey dei System of a Down, Sharp Dressed Man degli ZZ Top, Paranoid dei Black Sabbath, Satisfaction dei Rolling Stones, Gimme All Your Lovin’ degli ZZ Top, Girls, girls, girls dei Mötley Crüe, Ace of Spades dei Motörhead e My Generation degli Who.