Dopo la cover di Give In to Me di Michael Jackson, con Robert Fripp perfettamente travestito da Slash, la coppia più amata del web torna, puntale come sempre, con la nuova puntata settimanale della rubrica Sunday Lunch. Per l’occasione i coniugi hanno ripescato un classicone degli Who, ovvero Won’t Get Fooled Again.
Il diciannovesimo singolo di Pete Townshend e soci uscì il 25 giugno 1971 (sul lato B il brano Don’t Know Myself) e nell’agosto di quello stesso anno comparve anche nella versione estesa di 8 minuti e 32 secondi come ultima traccia del disco Who’s Next.
Il King Crimson ci da dentro di riff camuffato con cappellino ed occhiali scuri, anche se a nessuno verrà effettivamente da chiedersi “Fripp chi?”, come scritto nel cartello sullo sfondo, mentre Toyah Willcox canta energica sfoggiando una mise che invece non nasconde proprio nulla. In coda al video i divertenti ciak sbagliati.
Tra gli highlight delle cover eseguite finora dalla premiata ditta Fripp & Toyah, oltre alle sopracitate, segnaliamo War di Edwin Starr, Lonely Boy dei Black Keys, Rockin’ in the Free World di Neil Young, Bullet With Butterfly Wings degli Smashing Pumpkins, Blitzkrieg Bop dei Ramones, Should I Stay Or Should I Go dei Clash, Teenage Kicks degli Undertones, I Wanna Be Your Dog degli Stooges, Too Drunk to Fuck dei Dead Kennedys, Master Of Puppets dei Metallica, title track dell’album del 1986 che ha segnato la storia della band di James Hetfield e soci, ma anche I’m Too Sexy dei Right Said Fred, Sympathy For The Devil dei Rolling Stones, Venus in Furs dei Velvet Underground, These Boots Are Made for Walkin’ di Nancy Sinatra, Chop Suey dei System of a Down, Sharp Dressed Man degli ZZ Top, Paranoid dei Black Sabbath, Satisfaction dei Rolling Stones, Gimme All Your Lovin’ degli ZZ Top, Girls, girls, girls dei Mötley Crüe, Ace of Spades dei Motörhead e My Generation degli Who.
Toyah ha pubblicato un album nel 2021 intitolato Posh Pop. Sulle nostre pagine potete recuperare un monografico dedicato ai King Crimson e numerose recensioni degli album in discografia, tra cui la critica di In the Court of the Crimson King, capolavoro della band di cui il 10 ottobre ricorreva l’anniversario, ma anche quella dell’epocale Discipline.