Toyah Willcox e Robert Fripp in versione crossover, o perlomeno nelle intenzioni. La nuova cover proposta dalla coppia è un classico dei Rage Against the Machine, Killing in the Name. La versione originale è «una piccola grande apoteosi di un sound hip-hop con strumenti rock, piena di sincopi superfunky, distorsioni e suoni percussivi della chitarra, con riff e bridge assolutamente esplosivi». E rubiamo le parole a Tommaso Iannini nel suo approfondimento di carriera.
Quella dei coniugi è invece la solita, teatrale, garage cover, un po’ più raffazzonata del solito, a dire il vero, sia nell’esecuzione sia nella performance di Willcox. Se c’è una finalità qui è puramente politica, con ogni riferimento alla guerra attualmente in corso puramente voluto. The First Revolution is when u change your mind, leggiamo nel consueto poster scritto a mano appeso sulla credenza della cucina del Sunday Lunch. La frase è nota. A firmarla è stato il compianto Gil Scott Heron.
Tra gli highlight delle cover eseguite finora dalla premiata ditta Fripp & Toyah, segnaliamo Devil Inside degli INXS, Zombie dei Cranberries e Creep dei Radiohead, Give In to Me di Michael Jackson (con il chitarrista in versione Slash), Won’t Get Fooled Again degli Who, War di Edwin Starr, Lonely Boy dei Black Keys, Rockin’ in the Free World di Neil Young, Bullet With Butterfly Wings degli Smashing Pumpkins, Blitzkrieg Bop dei Ramones, Should I Stay Or Should I Go dei Clash, Teenage Kicks degli Undertones, I Wanna Be Your Dog degli Stooges, Too Drunk to Fuck dei Dead Kennedys, Master Of Puppets dei Metallica, title track dell’album del 1986 che ha segnato la storia della band di James Hetfield e soci, ma anche I’m Too Sexy dei Right Said Fred, Sympathy For The Devil dei Rolling Stones, Venus in Furs dei Velvet Underground, These Boots Are Made for Walkin’ di Nancy Sinatra, Chop Suey dei System of a Down, Sharp Dressed Man degli ZZ Top, Paranoid dei Black Sabbath, Satisfaction dei Rolling Stones, Gimme All Your Lovin’ degli ZZ Top, Girls, girls, girls dei Mötley Crüe, Ace of Spades dei Motörhead e My Generation degli Who.
Toyah ha pubblicato un album nel 2021 intitolato Posh Pop. Sulle nostre pagine potete recuperare un monografico dedicato ai King Crimson e numerose recensioni degli album in discografia, tra cui la critica di In the Court of the Crimson King, capolavoro della band di cui il 10 ottobre scorso ricorreva l’anniversario, ma anche quella dell’epocale Discipline.