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Non staremo certo qui a dirvi chi è Robert Fripp. Merita, di contro, qualche parola Theo Travis. Dunque: sassofonista e flautista inglese nelle ultime incarnazioni di Gong e Soft Machine; collaboratore di David Sylvian, No-Man, Burnt Friedman e socio col bassista Dave Sturt della sigla Cipher. Non uno qualunque in sostanza. Importante anche la sua carriera solista (ad oggi dieci dischi) ove nell’ultimo, Double Talk, spicca la presenza dell’ex King Crimson. Una collaborazione che si rinnova anche per il primo progetto a loro nome. Thread, concepito nottetempo in un imprecisato giorno del 2007, è un quieto albo di ambient music incline alla classica contemporanea (Land Beyond The Forest, Before Then) come pure, naturalmente, al Brian Eno di metà ’70 (As Snow Falls suona come il continuum del terzo movimento di music For Airports). Entrambi i musicisti, Travis ai fiati e Fripp alla chitarra e soundscapes, vanno d’amore e d’accordo con Mike Outram alla chitarra elettrica, Peter Whitakker all’hammond e Roy Dodds alla batteria e gong. Per chi ha apprezzato Inlandish della coppia Hans-Joachim Roedelius & Tim Story.

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