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Parlare dei Sunn O))) non è mai cosa facile, e raccontare una loro apparizione dal vivo lo è ancora meno. Il mitologico progetto concepito sul finire degli anni ’90 da quei due geniacci di Stephen O’Malley e Greg Anderson è qualcosa che ancora oggi sublima il concetto di musica.

Approcciare al loro universo sonoro e immaginifico è un po’ come studiare le composizioni di John Cage, ammirare gli schizzi di Jackson Pollock o i tagli di Lucio Fontana: si resta perplessi e, al contempo, ammaliati da qualcosa che “potevamo fare anche noi”. Ebbene no: per quanto certi lavori possano sembrare semplici, non possiamo replicarli, perché alcune opere trascendono ogni intento individuale e diventano esperienza collettiva; frutto di fatica, dedizione e di un’invidiabile capacità di concretizzare intuizioni.

SUNN O)))
SUNN O))) live all’Audiodrome di Moncalieri (2025)

Nel corso degli anni i Sunn O))) sono stati alchimisti, trasformando il loro essere di nicchia in un vero culto. Surfisti di un hype incontrollabile alimentato da strategie di marketing machiavelliche — dal merchandise con indumenti e tappi per le orecchie brandizzati — continuano a destare scetticismo, fino a quando non li si vede dal vivo.

Reduci dalla data veneziana in occasione dell’ultima Biennale Musica di Caterina Barbieri e da un contratto fresco con la leggendaria Sub Pop Records, i Sunn O))) hanno raggiunto Torino con due sold-out consecutivi. Inizialmente annunciata al CAP10100, la tappa è stata spostata nel più capiente Audiodrome di Moncalieri grazie alla sinergia di Hard Staff Booking, Burning Towers e TUM.

Come anticipato, non è facile descrivere ciò che è accaduto domenica 26: “show” o “concerto” sono epiteti troppo stretti. Alcuni parlano di rito ancestrale, altri di performance o messa. In breve, si è trattato di un’esperienza altra, mentale e viscerale, che ha avvinghiato stomaci, orecchie e vasi sanguigni: un ascolto profondo da vivere intensamente secondo dopo secondo. A introdurre il tutto è stato un muro monolitico di amplificatori — rigorosamente Sunn O))) — a dominare la scena come un membro stabile della formazione.

SUNN O)))
SUNN O))) live all’Audiodrome di Moncalieri (2025)

O’Malley e Anderson sono apparsi in versione Shoshin (初心) Duo, avvolti da grossi cappucci e da una coltre di fumo che, con un sibilo incisivo, diventava strumento a sé stante. Loro due, le rispettive chitarre, il fumo e decine di amplificatori: da qui, sin dalla prima nota, le onde sonore hanno invaso il locale e i corpi, generando sensazioni al confine tra sofferenza ed estasi. Luci algide che diventano vermiglie, strobo, momenti di buio, distorsioni vibranti: un viaggio primordiale dal centro della Terra ai meandri dell’inferno.

Plettri affilati come lame, sonorità dilatate e sferzate inattese hanno suggerito due immagini nitide per tutti i novanta minuti: una cascata inarrestabile di lava e lapilli, e un giro lentissimo di montagne russe in discesa continua. L’unico movimento in questo mare di minimalismo assordante erano i loro gesti solenni, a scandire il tempo con alzate di mani e segni di gratitudine al Dio Suono.

SUNN O)))
SUNN O))) live all’Audiodrome di Moncalieri (2025)

Nel flusso vitale e fisiologico della serata — nel quale si è potuto scorgere anche Raise the Chalice, uno dei brani del loro ultimo EP Eternity’s Pillars b/w Raise the Chalice & Reverential — ci si sente attoniti e compiaciuti: un intreccio di emozioni che rende questo evento un’esperienza extra-ordinaria da fare almeno una volta nella vita. E il naufragar m’è dolce in questo magma.

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