Recensioni

Continua l’esplorazione musicale dei Queen of Saba. Sara Santi e Lorenzo Battistel ci hanno abituati a spaziare con naturalezza tra i generi: dall’elettronica indie al neo soul, dall’R&B alternativo all’hip hop. Bricioline, però, rappresenta un capitolo a sé: una raccolta di canzoni dedicate all’infanzia, non solo del duo veneto ma anche di chiunque voglia riscoprirne lo sguardo.
Armati soprattutto di ukulele, i Queen of Saba mantengono il fil rouge che ha caratterizzato il loro percorso: l’impegno, la fluidità e la volontà di affrontare temi delicati attraverso la musica. Formalmente rivolti ai più piccoli, questi brani parlano in realtà a chiunque sia disposto a crescere. Il disco si apre con le orecchiabili filastrocche di Come una foglia e Che cos’è un limone, dove emerge con forza la dimensione educativa del progetto: «Dai un bacio a chi tu vuoi, prima chiediglielo se vuoi».
Seguono Rizoma, con le sue dolcissime marimbe, i cori da girotondo di Qui la guerra non può entrar, i versi de Il rifugio degli animali, i flauti dolci e le istruzioni per la fata dei Dentini, fino alla ninna nanna conclusiva che chiude Bricioline con una semplicità disarmante.
Progetto ambizioso e aperto a diverse chiavi di lettura, più vicino per durata e concezione a un EP che a un album tradizionale, Bricioline si propone come un percorso di educazione affettiva. I messaggi sono talvolta espliciti, altre volte più impliciti, mentre la strumentazione essenziale lascia volutamente il centro della scena ai testi e alla loro funzione pedagogica. Ogni canzone è inoltre accompagnata da un’illustrazione realizzata da un’artista emergente, elemento che contribuisce all’identità visiva del progetto.
Non è Ci vuole un fiore di Sergio Endrigo, né le più recenti Canzonine di Enrico Gabrielli. Bricioline costruisce un proprio immaginario per un duo che continua a mettere al centro le tematiche personali senza inseguire le logiche del mercato. Ricollegandoci a Endrigo è come musicare un Gianni Rodari contemporaneo, nello spirito di Filastrocche in cielo e in terra.
Ne nasce un ascolto interessante e nel complesso convincente, capace di stimolare riflessioni su educazione affettiva, consenso, antispecismo, guerra e politica. Resta però il dubbio che accompagna spesso operazioni di questo tipo: che ad ascoltarlo saranno soprattutto coloro che quei valori li condividono già.
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