Recensioni

Teoricamente e tecnicamente Pyroclasts è l’album gemello annunciato all’uscita di Life Metal. In realtà non è proprio l’album gemello ma qualcosa che è gemmato da quelle stesse session a casa Albini, leggi l’Electrical Audio di Chicago, quando la congrega convocata da Stephen O’Malley e Greg Anderson si ritrovava a “scaldarsi” prima o a “rilassarsi” dopo le session di registrazione del citato disco. Per far ciò, Stephen O’Malley e Greg Anderson, coadiuvati da Tim Midyett, T.O.S. e Hildur Guðnadóttir, si riunivano per «connettersi e riconnettersi, liberare l’energia creativa, rendere omaggio agli altri e allo spazio» attraverso una pratica sonora di totale immersione, ovvero lavorando e improvvisando su un drone modale di 12 minuti.
Roba che fa molto fricchettonata fuori tempo massimo, tipo saluto al sole e cazzate simili, ma che quando si tratta dei Sunn O))) sfocia evidentemente in materiale dal peso specifico molto alto, tipo l’osmio, e con una deriva verso lande metal. Quattro lunghi drones apparentemente statici come d’ordinanza, ma intrisi di quella, già citata più volte (Life Metal, ma già in Kannon era più che evidente), ventata di spiritualità che nella sua aperta manifestazione sembra essere una delle novità del gruppo e di micro-variazioni, ovviamente mantriche, destinate a creare uno stato di trance (non) agonistica in chi ascolta.
Qualcosa di nuovo in un oceano di non nuovo, ma fatto sempre con la classe e il distacco di chi ha una idea (una sola, diranno i più cattivi) e sa come portarla avanti.
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