Recensioni

Se Walter Hoeijmakers, il capoccia del Roadburn, non propriamente un festival per educande, ti definisce come un incrocio tra gli Swans del periodo Burning World e Anna Von Hausswolff, beh, direi che non ci sono barriere di genere, inclusività posticcia, machismo del mondo metal e fregnacce simili che tengano. Lo spessore, la qualità, il senso del tutto se ne frega di steccati e riserve indiane, quindi se vali, spacchi e arrivi, altrimenti c’è poco da lagnarsi. E Lili Refrain, chitarrista in solo da Roma e nero-vestita sacerdotessa della forza vitale, si sarà capito, vale eccome e infatti si prende l’onore (e pure l’onere, immaginiamo… ma chi non vorrebbe averne di simili?) di presentare in anteprima proprio al Roadburn questo suo nuovo passo.
Mana, titolo identico a un altro nero-vestito di stanza a Roma ma che si muove su sonorità diverse seppur con punti di contatto (Mana di Gianluca Becuzzi e l’uso della voce come asse portante lì e qui), segna il ritorno di Lili a distanza di quasi un decennio da Kawax, suo ultimo lavoro lungo (eccezion fatta per il mini ULU del 2020) che la vedeva ancora troppo legata all’ambito metal in senso ampio. Ora le cose si fanno decisamente diverse. In quanto a pesantezza non si perde un’oncia, ma lo scarto è definitivo verso le lande che definiremmo drone-metal a forti tinte ritualistiche. Swans e Anna Von Hausswolff, come si diceva, ma anche e soprattutto Dead Can Dance e Sunn O))) depurati da certo massimalismo sono i quattro punti cardinali che il recensore suggerirebbe per dare delle coordinate generiche di ciò che questo disco racchiude.
Perché non di mera mimesi si tratta, quanto di coordinate, astratti riferimenti, cosmogonia di riferimento all’interno della quale Lili si muove in splendida e visionaria forma e autonomia, creando un rituale più che un disco, visto quanto è coeso nelle sue 9 tracce Mana. Un percorso di sublimazione e liberazione, al tempo stesso cupo e notturno quanto iridescente e onirico, a cui non ci si può sottrarre e neanche soccombere, ma abbandonarvisi ed esserne partecipi.
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