Album
Mana
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Edoardo Bridda
- 24 Aprile 2022
Chitarrista, cantante ma soprattutto performer Lili Refrain torna a quasi dieci anni dal suo secondo lavoro con Mana, disco impervio come la sua copertina, fatto di psichedelia e orientalismo, ambient ed esoterismo.
Su Bancamp, la press lo presenta come una via di mezzo tra il lavoro di Anna Von Hausswolff e gli Swans periodo Burning World. Se della prima s’intenderà un folk nero al femminile, per l’opera dei secondi – odiata dal suo deus ex machina – con tutta probabilità ci riferiamo all’allargamento di quella radice a un insieme di riferimenti ancestrali e ritualistici, un ampio spettro di musiche ’80 / ’90 che comprendono tanto le ricerche di Bill Laswell quanto quelle di Peter Christopherson, dentro e fuori i Coil, per arrivare al gotico di Black Tape For a Blue Girl (chiaramente quelli di Remnants…), all’opera dei This Mortal Coil e soprattutto a quella dei Dead Can Dance.
Mana è un disco fatto di mantra, canti muezzin e droning, affatto pop e rock. Serissimo, eppure stemperato da tocchi particolari. Sentitela a metà Mami Wata intonare in chiave sulfurea gli urli di Robert Plant in Immigrant Song, oppure, più avanti, mescolare sibili black metal a un canto da opera lirica. Ascolto integrale in calce nelle sezioni Streaming e Spotify.
Riguardo a Lili Refrain, sulle nostre pagine potete inoltre recuperare la recensione del disco 9, firmata da Stefano Solventi.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Ki
- 2 Kokyou
- 3 Ichor
- 4 Sangoma
- 5 Mami Wata
- 6 Ahi Tapu
- 7 Travellers
- 8 Earthling
