Recensioni
Fortunato Durutti Marinetti
Bitter Sweet, Sweet Bitter
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Stefano Pifferi
- 8 Agosto 2025

Torna su Quindi Records a distanza di un paio d’anni scarsi da Eight Waves In Search Of An Ocean, Fortunato Durutti Marinetti, l’alias che Daniele Colussi, torinese di origine ma canadese di adozione, si è scelto per dare forma a quell’ibrido, Bandcamp Daily dixit, di “soft-rock opulence and abstract experimentation” che è la sua musica. Ottima definizione per tirare le fila di un suono apparentemente ossimorico che è tanto leggero e orecchiabilmente pop quanto in realtà ricercato e maturo nel suo essere pieno di rimandi, indizi, atmosfere perfettamente introiettati.
Accompagnato da uno stuolo di collaboratori, Fortunato inanella nove canzoni che sono un continuo ottovolante tra opposti, un calembour sonoro che gioca come con i termini del titolo, che si muove leggero e al tempo stesso col cesello tra avanguardia e sperimentazione, da un lato, e rock adulto e pop, dall’altro, che unisce stati d’animo diversi, spesso tendenti alla malinconia ma di quella in zona ipnagogica, e che sfrutta una tavolozza di colori sonori piuttosto ampia e libera. Prendendo e mischiando soul-rock (Full Of Fire) e atmosfere jazz-noir (Theme I (Alex’s Theme)), soft-pop svolazzante e sofisticatamente retrò (A Perfect Pair), croonerismi mai eccessivi e art-(folk)-rock che potrebbe essere canterburyano in sedicesimo come in quella piccola gemma iridescente, tutta tensione e rilascio come un capolavoro Caleiano, Call Me The Author o in quella leggiadra elegia wyattiana meets orchestrazioni timide al tramonto dell’impero che è A Rambling Prayer (prima di diventare molto, molto altro), Fortunato riesce nell’arte più difficile del mondo, ovvero unire mondi apparentemente distanti e farlo con la consapevolezza e la leggerezza di chi ha le idee ben chiare. E tornando agli indizi sparsi lungo questi 40 minuti di musica, divertitevi a rintracciare sensazioni, input, rimandi, citazioni (mai dirette, ovviamente) di Cohen, Bowie, Lou Reed, Destroyer, Tindersticks, Wyatt e quant’altri rappresentino la costellazione di riferimento di Fortunato Durutti Marinetti. Una costellazione non da poco e di cui, nel suo piccolo, dimostra di poter far parte.
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