Recensioni
Federico Francesco Falco
Close to… Robert Smith! I colori del buio nella musica dei Cure e oltre
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Matteo Tonolli
- 30 Ottobre 2024

Robert Smith visto da vicino, molto vicino. A poche ore dalla pubblicazione di Songs of a Lost World, nuovo album dei Cure, questa lettura per i fan del gruppo, oltre che un piacere, potrebbe diventare un dovere. Dopo 16 lunghi anni dal suo predecessore, l’ipotetico arrivo di questo Godot era diventato per molti un sogno quasi inarrivabile, un sacro graal ritenuto impossibile da stringere tra le mani.
Close to… Robert Smith! ripercorre la biografia del leader della band in funzione naturalmente della sua carriera musicale. Dai primi estemporanei vagiti in salsa punk, proseguendo nel sottobosco indie e alternative tra i ragazzi di Crawley, che all’inizio si muovevano sbadatamente sul palco e in modo altrettanto insicuro in qualche studio di registrazione rimediato più o meno fortuitamente.
Se l’approfondimento sulle nostre pagine non vi è sufficiente allora tuffatevi senza timore nel prezioso e filologicamente inappuntabile excursus cartaceo che Federico Francesco Falco traccia tra le tortuose curve discografiche di uno dei più amati gruppi pop-rock di sempre. Smith è l’anima, il cuore e il motore principale di un vero fenomeno musicale che dagli ultimi rintocchi degli anni ’70 ha guadagnato, album dopo album (anche molto diversi tra loro), un numero di adepti sempre maggiore nonostante una formazione piuttosto mutevole ma con una continuità di intenti decisamente ammirevole. Se in questo libro l’autore da un lato ammette che gli esiti a volte sono stati altalenanti, dall’altro sottolinea le dinamiche estremamente diversificate dei vari periodi, rivelando un gran lavoro accurato nelle fonti, riportando innumerevoli dichiarazioni da interviste e citazioni da articoli e precedenti biografie.
In questo lavoro giornalistico è sotteso l’intento di smantellare l’idea di fondo di considerare i Cure come un gruppo esclusivamente dark e goth, di cui l’opinione non solo degli adepti aveva cristallizzato il frontman come irreversibilmente depresso e votato a tematiche smaccatamente cupe e oscure. 400 pagine grondanti passione in cui vengono messi in risalto gli alti e bassi di un artista sì certamente inconsueto e outsider, ma altrettanto dotato di uno spiccato senso dello humour, divertito e divertente verso se stesso e gli altri. Droghe, depressioni e stanchezza per i molteplici impegni sono solo un lato della medaglia che incontriamo nella narrazione di questo magnifico e raro talento della storia della musica. Entusiasmo, prolificità, fascinazione per la letteratura sono alcuni altri ingredienti da aggiungere alla portata.
Una delle migliori frecce all’arco della pubblicazione, per conto della casa editrice Odoya, è approfondire con competenza i side project che Smith ha intrecciato ai suoi Cure: instancabile chitarrista dal vivo e in studio per Siouxsie and the Banshees ad esempio, ma anche fondatore con Steven Severin dei The Glove, per l’album Blue Sunshine.
Curiosità, aneddoti, collaborazioni, ispirazioni e influenze vengono riportati con lucidità e rigore. Le pubblicazioni discografiche e le attitudini dell’attività concertistica sono analizzate a 360 gradi: contenuti delle liriche, tecniche di produzione, registrazione ed esecuzione degli strumenti impiegati, grafiche delle copertine e dettagli delle diverse edizioni, l’apparato audiovisivo supportato principalmente dal fedele Tim Pope, i meccanismi e i cambiamenti dell’industria discografica con l’avvento della musica scaricabile e quella streaming. Tra queste pieghe è un piacere riscontrare o scoprire gli influssi che Smith ha ricevuto dal cinema, da certa letteratura non solo inglese, da artisti come Beatles, Jimi Hendrix, Nick Drake e David Bowie.
Per una carriera di tale portata è lecito aspettarsi molta carne al fuoco, e Falco usa questo contenitore per farci attraversare un gran bel pezzo di storia della musica, in cui incontrare – oltre i sopracitati Banshees – anche altri artisti che hanno incrociato, idealmente o concretamente, i passi della band: John Peel, Sex Pistols, Joy Division, Depeche Mode…
Ognuno dei 23 capitoli è accompagnato da un paio di pagine di “CUREosità”, in cui l’autore affonda i denti nelle ristampe per segnalarci b-sides, demo e bonus track – ma anche bootleg e live – maggiormente degni di nota. E come se non bastasse vengono aggiunte alcune immagini rigorosamente in bianco e nero, tanto per farci ri-gustare (per i vecchi) e assaggiare (per i giovani) il sapore delle fanzine autoprodotte di un tempo. La ciliegina sulla torta è un QR code in fondo al libro che sbloccherà alcuni contenuti riferiti proprio al nuovo album in occasione del Natale.
La ricetta vi è stata somministrata. Ora CUREatevi!
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