Recensioni

7.2

Ogni dance producer e dj che si rispetti compone, mixa e vive per quell’esatto momento: l’attimo in cui ritmo, groove, effetti e filtri, si allineano. Il preciso istante in cui le luci brillano, le mani si alzano al cielo e la pista da ballo esplode. È questione di alchimie semplici da ricreare ma difficili da mettere a punto in cui il drop non è mai il punto d’arrivo. Si tratta di creare le condizioni per quel Beautiful Feeling e mantenerlo quel tanto che basta da scatenare beatitudine e rapimento. Il disco che segna il ritorno dei Chemical Brothers va in parte (e a segno) in questa direzione confermando la coppia in sella a un personale rinascimento che dura ormai da anni.

Il disco segue No Geography, titolo che a sua volta suggeriva che il rave allestito dalla coppia britannica non ha confini ma neppure linee temporali, dato confermato dai formidabili live multimediali di questi anni in cui brani del passato e del presente si fondono e confondono in un remix continuo, un party intergalattico che si nutre di futuri fantastici e coloratissimi, remoti ma accessibili.

L’attacco del disco va proprio in questa direzione per mezzo di due brani già noti e ampiamente testati dal vivo: Live Again, descritto dai nostri come il “perfetto brano dei Chemical Brothers” e No Reason, forse il più “francese” della loro produzione, nel senso di french touch. In scaletta, trovano inoltre spazio pezzi dal taglio hip hop (Magic Wand) come pop che non necessariamente sono stati pensati per la pista da ballo, ma la trascendono (vedi la straclassica Let Forever Be). È il caso di una giocosa e funkeggiante Fountains o dell’angelica Skipping Lik A Stone che segna una nuova, ma non folgorante, collaborazione con Beck. Ma anche qualcosa di malinconicamente soul (Goodbye) – personale replica all’estetica per la quale Moby è più noto – o di ricognizioni sulla loro prima produzione altezza Dig Your Own Hole (il basso su The Weight) che evitano comunque l’autocitazione.

Sempre su questo lato (rave) pop c’è l’ottima The Darkness That You Fear, già pubblicata nel 2021 ma presente in un nuovo mix, canzone che rappresenta l’hightlight di un disco che di veramente valido contiene almeno la sopracitata Live Again con il resto ad assestarsi su buoni livelli.

Rispetto a No Geography, For That Beautiful Feeling dosa differentemente l’energia, c’è il dancefloor (Feels Like I Am Dreaming) e l’abbraccio melodico (la title track), l’ironia e la speranza. L’amore e la passione del duo per ciò che fa.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette