Recensioni

Voleva fare la rockstar. E alla fine l’ha fatta. Sempre genuina, diretta, fieramente sicula. Carmen Consoli è solo all’inizio del suo tour estivo, eppure la macchina sembra in perfetto slancio. Complice anche un riuscito (e acclamato) ultimo album, lo show della cantantessa catanese scivola via portandosi dietro consensi e sorrisi. Ma, per la riuscita di uno spettacolo, tanti elementi devono essere al posto giusto.
Il Flowers Festival di Collegno, alle porte di Torino, è certamente il posto giusto. Un monastero seicentesco, un ex manicomio, una lavanderia ospedaliera… le mille anime del luogo si confanno a uno scenario che, nel mese di luglio, ospita nomi di rilievo del panorama nazionale e internazionale (Skunk Anansie, Yann Tiersen, Caparezza, Manuel Agnelli, per citarne alcuni…). L’atmosfera del programma odierno è riscaldata da Elisa Coclite in arte Casadilego, già vincitrice di X-Factor nel 2020. Al netto di una vena cantautorale ancora tutta da trovare, la giovanissima abruzzese si conferma una voce interessante. La sua mezzora di palco spazia fra Joni Mitchell (A Case of You), un paio di pezzi propri (Vittoria, in particolare), e il suo amore spassionato verso Ed Sheeran (Lego House), con cui ha condiviso il palco durante l’ultima edizione di X-Factor. Il pubblico che alacremente si avvicina al palco sembra gradire. Applausi e la speranza che la ragazza trovi un autore che valorizzi il suo potenziale.
Gonna di paillette e tacco spesso. Carmen Consoli ci mette meno di un minuto per prendersi il palco. E con esso il pubblico affezionato. La sua poetica, fatta di mitologia, Verga, intimità, ma anche di tanto rock americano, è tutta racchiusa nella sua attitudine. «Quand’ero giovane, volevo sposare Morrissey» – aveva detto in giornata in un’intervista al La Stampa. Il suo “volevo essere una rockstar” col tempo ha preso mille sfumature diverse. Dal rock più puro degli esordi alle versioni più soft di album come Eva Contro Eva, dagli echi di Pixies e Screaming Trees ai colori e ai sapori della Sicilia. Un viaggio, quello della sua carriera, che è ben rappresentato nella setlist di Collegno. Sebbene l’ultima fatica viaggi giocoforza in corsia preferenziale con i singoli Una domenica al mare, Qualcosa di me che non ti aspetti e Sta succedendo a spiccare su tutti.
Fra Fiori d’arancio e Orfeo riarrangiate e arricchite da una bella sessione di archi e un momento intimo di sola chitarra e voce (in cui spicca Contessa Miseria), il culmine viene toccato con Amore di Plastica (dall’esordio Due Parole, datato 1996) e Venere (da Confusa e felice, anno domini 1997). Due brani (e due album) più che venticinquenni che, nello stile rock melodico e nella tematica post-adolescenziale funzionano ancora oggi alla grande. La scrittura tagliente e la voce più matura e vissuta donano all’esecuzione live uno smalto scintillante. Immagini di un’artista tosta, imperturbabile che, a distanza di anni dagli esordi, si è evoluta nello stile, ma ha lasciato intatto il nucleo centrale della propria poetica.
I bis trovano spazio per un doveroso omaggio al conterraneo Franco Battiato in una versione piano e voce di Tutto l’universo obbedisce all’amore, brano che, anche grazie al feat. di Consoli in Fleurs 2 nel 2008, valse al cantautore un biglietto nella chart dei singoli più venduti. Poi i lacrimoni de L’ultimo bacio, il viale dei ricordi sanremesi di In bianco e nero e la pizzicata A’ finestra (dal pluripremiato Elettra) con la quale la cantantessa congeda il pubblico ballante.
Dopo aver calcato i teatri di tutta Italia in supporto al suo ultimo album, Carmen Consoli arriva alla tournée estiva con un’eccezionale band di sette elementi (Antonio Marra alla batteria, Marco Siniscalco al basso, Massimo Roccaforte alle chitarre, Adriano Murania al violino, Emilia Belfiore al violino e alla viola, Concetta Sapienza al clarinetto ed Elena Guerriero al pianoforte). Il suo ultimo album Volevo fare la rockstar è stato recensito positivamente su queste pagine da Davide Cantiere, mentre il tour estivo prosegue in moltissime città dello stivale.
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