Recensioni

The Flash è approdato nelle sale nel giugno 2023 dopo una gestazione lunghissima e travagliata che ha subito i vari capovolgimenti di fronte interni sia per quanto riguarda il famigerato DC Extedned Universe che più in generale la Warner Bros. tutta. Ricorderete, il film era stato annunciato nel lontano ottobre 2014, quando venne presentato il nuovo universo condiviso DC dopo l’uscita in sala de L’uomo d’acciaio e il successivo annuncio di Batman v Superman: Dawn of Justice, il tutto sotto il controllo creativo di Zack Snyder. I risultati non esaltanti al box-office di quest’ultimo, hanno condotto a una frattura tra regista e casa di produzione, con questa che lo ha escluso da Justice League a produzione non ancora ultimata per rendere i toni di questo universo – fino a quel momento discutibili ma comunque coerenti – più vicini a quelli della concorrente Marvel.

Disastro annunciato, il fallimentare Justice League venne seguito da una serie di pellicole standalone (Wonder Woman 1984, Aquaman, Shazam, Black Adam) che sempre meno consideravano l’idea di universo condiviso per concentrarsi principalmente sui personaggi; altro disastro, ma non ci fu nemmeno il tempo di pensarci, poiché arrivò la fusione tra Warner Bros. e Discovery, che portò a un riassetto dirigenziale e soprattuto alla decisione di ripartire da zero con i film DC, nominando James Gunn e Peter Safran al vertice dei nuovi DC Studios e incaricandoli di pianificare il nuovissimo DC Universe e parallelamente traghettare le ultime pellicole dell’universo precedente ormai morente al cinema.

Dopo un Black Adam francamente imbarazzante e uno Shazam! Furia degli dei impalpabile, a The Flash era stato affidato il compito di chiudere definitivamente la narrazione iniziata 10 anni prima da Snyder, in modo tale da poter spianare la strada al nuovo corso (stessi personaggi, nuovi attori e nuove storie). Reduce dal successo del dittico su IT di Stephen King, Andy Muschietti fu chiamato in corso d’opera per occuparsi della regia (dopo che una serie di filmmaker, tra cui anche Robert Zemeckis e Phil Lord & Chris Miller avevano rinunciato) di una pellicola già ampiamente problematica perché nata come parte integrante di un universo condiviso che, praticamente a riprese ultimate, si era deciso di cancellare. Infine, non hanno certo giovato le vicissitudini (criminali) di Ezra Miller, che per molto tempo hanno tenuto il film in un limbo (con la produzione ormai impossibilitata a cancellarlo, dati i 200 milioni di dollari già spesi).

Più che un brutto film, The Flash è semplicemente imbarazzante. Lo è per l’orribile resa degli effetti speciali – nonostante ci fosse stato tutto il tempo per lavorarci adeguatamente – e per una storia che poteva essere minimamente interessante e coinvolgente negli anni in cui venne dato il via alla produzione, ma che nel 2023 – in un periodo che ha visto il concetto di Multiverso essere descritto in mille modalità diverse (da Spider-Man: Un nuovo universo a Everything Everywhere All at Once, passando per Doctor Strange nel Multiverso della Follia) – appare sbiadita e fuori tempo massimo.

A non convincere è soprattutto l’incastro tra i vari registri, che Muschietti dimostra di non saper gestire a dovere: c’è il dramma della perdita che accomuna i personaggi di Barry Allen e Bruce Wayne, c’è il versante da commedia con i vari scambi di battute tra le due versioni di Barry Allen che strizza più volte l’occhio a Ritorno al Futuro, e c’è poi la componente action-spaccatutto che se da un lato coinvolge nelle scene notturne dedicate al Batman di Michael Keaton (davvero la parte migliore della narrazione, ma forse qui il merito è dell’effetto nostalgia che solo chi è nato tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90 potrà avvertire), dall’altro ripete pedissequamente tutti gli errori dei film DC precedenti, con quell’insopportabile effetto Dragon Ball negli scontri corpo a corpo.

Insomma, dopo 10 anni di sofferenza e di accanimento terapeutico, si è finalmente deciso di staccare la spina a questo universo modello Frankenstein con un ultimo film che rispecchia pienamente la sua innegabile schizofrenia produttiva: al netto delle interpretazioni del suo cast, che svolge un buon lavoro, The Flash è un cinecomic che si sforza così tanto di non risultare banale che alla fine dimentica tutto il resto e, soprattutto, della sua missione principale (che è poi quella di ogni buon film): emozionare.

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