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Trenta anni di Catartica: il tour celebrativo per i disco d’esordio dei Marlene Kuntz uscito nel 1994 arriva anche nella splendida cornice della Rocca Malatestiana di Cesena, grazie ai ragazzi di Acieloaperto Festival. Si sa che la nostalgia è una brutta bestia e lascia strascichi quando meno te lo aspetti, e così aggirandosi tra il pubblico convenuto ci si accorge in fretta che gli under trenta sono pochi, anzi pochissimi. Segno inequivocabile di gusti e consapevolezze che cambiano, ma anche della natura di un evento vissuto da molti come un appuntamento con il proprio passato e con tutto il portato emotivo che i simboli di una giovinezza ormai sfiorita – nello specifico, il disco in oggetto – continuano a portarsi appresso.

Sia come sia, l’ampio prato del cortile della Rocca è pieno circa per metà quando la band sale sul palco e inizia a suonare Trasudamerica. Un discreto numero di presenze, per un concerto che tuttavia avrebbe forse meritato un seguito più ampio, considerato anche quanto si vedrà da lì in poi. Sì perché i “bei vecchi tempi” puoi celebrarli in tanti modi, ma Godano, Tesio e compagnia non sono certamente gente che si lascia commuovere da una ricorrenza quasi obbligata. Anzi, ci tengono a farci sapere che le canzoni di Catartica – e quelle di Il Vile e Ho ucciso Paranoia, ovvero i dischi da cui si pescherà per la setlist della serata – fanno parte di un percorso artistico vivo e ancora in divenire, con i Nostri quindi ambasciatori di un suono tutt’altro che arreso o circostanziale.

Marlene Kuntz
Marlene Kuntz, foto di Roberta Paolucci per Acieloaperto Festival (2024)

La qualità audio in zona mixer è impressionante: si riesce a cogliere ogni dettaglio della musica nel miglior modo possibile e al tempo stesso arriva una potenza di fuoco strumentale dal grande impatto, con sul palco due chitarre, batteria, basso, percussioni e synth. Ma questo è soltanto uno dei punti di forza di un live pressoché impeccabile – a parte qualche problema tecnico a un amplificatore, peraltro risolto brillantemente e in breve tempo – durato quasi due ore. L’altro è vedere musicisti che, nonostante lo status di “icona” ampiamente raggiunto, non si risparmiano, sottolineando come la maturità per una band possa essere anche sinonimo di crescita qualitativa esponenziale, e non solo di rammarico per un passato da cartolina che non c’è più. La dimostrazione più evidente di quanto si afferma è un Godano concentrato e letteralmente grondante sudore – la serata climaticamente torrida non aiuta – ma l’impressione è che sia tutta la “macchina” Marlene Kuntz a girare a pieno regime, generando un’energia davvero oltre le aspettative.

Marlene Kuntz
Marlene Kuntz, foto di Roberta Paolucci per Acieloaperto Festival (2024)

La scaletta passa in rassegna, tra le altre, Canzone di Domani, una serratissima Fuoco su di te, una deragliante 1° 2° 3°, ma anche Infinità, Ineluttabile, delle violentissime Festa Mesta e Sonica, una splendida Nuotando nell’aria. In mezzo, la dedica inevitabile a Luca Bergia, ex batterista della formazione scomparso improvvisamente nel 2023, per arrivare poi a un bis eseguito con il giusto entusiasmo e chiuso da una memorabile MK.

Ecco, se c’è un aspetto positivo a cui dare rilevanza oltre il qui ed ora di un concerto comunque di ottimo livello, è il peso specifico di una produzione musicale che a trenta anni dalla sua pubblicazione non ha perso un grammo della freschezza e della articolata ricchezza strutturale che mostrava già negli anni Novanta, quando il principale faro erano quei Sonic Youth mai troppo celebrati. Anzi, l’impressione è che nel 2024 tutto suoni ancora più a fuoco rispetto agli esordi, grazie probabilmente a una lunga esperienza messa a frutto da musicisti che non hanno mai smesso di crescere professionalmente. Insomma, lo avrete capito: se parliamo di concerti, il tour di Catartica dei Marlene Kuntz è una delle cose migliori viste quest’anno. Non fatevelo scappare. 

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