The Beatles
The Beatles, foto per la stampa (2023)

The Beatles. “Now And Then” è finalmente uscita, in ascolto l’ultima canzone del Fab Four

L'ultima canzone dei Beatles è disponibile come singolo e sarà condivisa anche come videoclip a partire da domani 3 novembre

Dalle 15 di oggi è finalmente possibile ascoltare Now And Then, l’attesissimo ultimo singolo dei Beatles.

La canzone, originariamente scritta e incisa da John Lennon in forma di demo nel 1977, è stata completata dagli altri Beatles in due serie di sedute, nel 1995 e nel 2022. La versione finita prevede la presenza di tutti e quattro i Fab Four, seppure in momenti temporali diversi; John al piano e alla voce (1977), George alle chitarre ritmiche (1995), Paul e Ringo al resto dell’arrangiamento (2022), con un piccolo aiuto dal software di intelligenza artificiale MAL approntato dal team tecnico di Peter Jackson, già al lavoro sul documentario Get Back e da Giles Martin, che ha aiutato a comporre un arrangiamento di archi nello stile del padre George.

Il 1° novembre è stato presentato in anteprima un documentario di 12 minuti che illustra la genesi e la storia dell’incisione e completamento del brano, definito da Paul McCartney “una genuina incisione dei Beatles”. Nelle ore precedenti la pubblicazione del brano, si sono rinfocolate sui social polemiche sulla genuinità o legittimità dell’operazione, come era successo a metà anni ’90 in occasione dell’uscita di Free As A Bird e Real Love.

Ha senso considerare Now And Then una vera canzone dei Beatles, o è piuttosto una canzone di John Lennon, tirata fuori da un cassetto per un’operazione discutibile? Comunque la si pensi, l’uscita di questa nuova composizione (che in realtà circola da anni nella versione demo e in alcuni rimaneggiamenti da parte di fan) ha assunto i tratti di un evento globale.

Nel 2023, i Beatles riescono ancora a fermare il mondo.

Le nostre impressioni a caldo vanno nella direzione di un’emozionante operazione nostalgia, perfettamente riuscita. La chiarezza e il volume con cui la voce di Lennon, separata dal piano, emerge da un’altra dimensione, non ha niente a che vedere con la qualità sonora di Free As A Bird e Real Love (a proposito: perché non le hanno remixate con MAL anche queste?), anche se l’incanto è destinato a spezzarsi quando entra ad accompagnare la voce di un McCartney ottantenne, a svelare la natura irrimediabilmente artificiale del tutto (forse perché fu la prima volta, forse perché era trascorso meno tempo, ma fu un’emozione diversa quando lui e George completarono, cantandoli, i bridge di Free As a Bird).

Certo, sentire Paul che canta a John e insieme a lui le parole “now and then I miss you” (ogni tanto mi manchi), è una mossa che spezzerebbe anche il più duro dei cuori di pietra. Cambiando Beatle, il suo omaggio al compianto Harrison, una parte di slide guitar, non ha né il suono né l’incisività di tocco né il fraseggio melodico del magistrale chitarrista – ma sarebbe stato utopistico pensare fosse possibile altrimenti.

Decisamente riuscito, invece, l’arrangiamento per archi di Martin figlio in omaggio a Martin padre, di cui riprende l’afflato melodico e drammatico in stile Eleanor Rigby, e anche gli inserimenti di cori estratti da altre incisioni (si riconosce benissimo un’armonia corale presa da Because) suonano miracolosamente bene. Resta un grande what if relativo alla “scomparsa” virtuale del produttore delle session di Anthology, quel Jeff Lynne fortissimamente voluto (diremmo, imposto) da Harrison che pure supervisionò la prima sessione di Now And Then quasi trenta anni fa; il suo stile di produzione, riconoscibilissimo, aveva caratterizzato molto Free As a Bird e Real Love, laddove Now And Then suona molto più semplice, classica e meno caratterizzata dal punto di vista dei suoni.

Una scelta tendente alla semplificazione anche dal punto di vista dell’armonia e della struttura, che deve avere anche determinato una altrimenti inspiegabile alterazione rispetto al demo originale, con la completa rimozione di una sezione centrale del brano (un bridge portante in cui Lennon cantava, nella ben nota modalità Double Fantasy,  “I don’t want to lose you”). Tuttavia, la canzone  resta melodicamente molto valida ed emozionante, nella sua malinconia tipicamente lennoniana (specie nelle strofe). Altri punti a favore: la sezione strumentale e il finale, con un’alterazione metrica che rimanda a Here Comes The Sun.  C’è davvero poco da restar delusi.

Now And Then è stato pubblicato come singolo doppio lato A assieme al primo singolo dei Beatles, Love Me Do. La canzone verrà inoltre inclusa nella seconda delle due storiche raccolte del Fab Four, 1967-1970, in arrivo in versione estesa, con tutti i brani mixati in stereo e Dolby Atmos.

Su SA trovate numerose recensioni dei Beatles a partire da quella del documentario Get Back ma anche quelle degli album Revolver (anche nella versione del 2022), Let It Be (anche nella versione Naked), White Album, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e Magical Mystery Tour.

Tracklist