Dolly Parton, regina indiscussa del country, si è spenta a Nashville all’età di 80 anni. La notizia della scomparsa è arrivata tramite social dal nipote Bryan Seaver, che ha confermato il peggioramento delle sue condizioni di salute negli ultimi mesi. Già dallo scorso anno Parton aveva drasticamente ridotto le apparizioni pubbliche e cancellato diversi concerti, tra cui una prestigiosa residenza a Las Vegas: il declino fisico era iniziato a marzo dello scorso anno dopo la perdita del marito Carl Dean, l’uomo sposato a 18 anni. Era stato proprio lui ad averle ispirato la gelosia di Jolene. Il capolavoro fu poi reinterpretato in una potente versione rock nel 2023 insieme ai Måneskin.
Parton è stata soprattutto una figura poliedrica: nata nel 1946 a Pittman Center, nel Tennesseee, nel corso della sua carriera lunga sei decenni ha firmato circa 3000 canzoni e venduto più di 100 milioni di dischi. Tra i suoi capolavori assoluti anche I Will Always Love You, scritta per congedarsi da un partner artistico e lasciata reinterpretare e renderla immortale da Whitney Houston. Nel 1980 aveva esordito al cinema con Dalle 9 alle 5, ottenendo anche una nomination agli Oscar per la colonna sonora. A dimostrazione di una mente che non si fermava mai, di recente si era persino data ai romanzi thriller al fianco di James Patterson.
Un’artista che ha sempre saputo rivendicare con orgoglio la sua intelligenza, superando gli stereotipi della “bionda stupida” (come cantava già nel 1966), e facendosi protagonista di uno straordinario riscatto sociale che l’ha portata dalle origini poverissime negli Appalachi fino al successo globale. “Sotto i capelli c’è un cervello, sotto le tette c’è un cuore e sotto il resto c’è il talento”.
L’omaggio della Casa Bianca
Oltre la musica, anche un immenso impegno filantropico: in piena pandemia aveva donato un milione di dollari alla Vanderbilt University per finanziare lo sviluppo del vaccino Moderna per il COVID-19, promuovendo parallelamente programmi internazionali di alfabetizzazione infantile. In un’America fortemente polarizzata, Parton ha rappresentato un elemento di coesione culturale e politica. Nonostante la sua nota distanza dalle politiche trumpiane (e il rifiuto della Medaglia della Libertà), anche il tycoon ha espresso il proprio cordoglio definendola “una perdita enorme per milioni di persone”, ordinando le bandiere a mezz’asta in tutto il Paese per una settimana.