Tim Curry, attore britannico dalla carriera sterminata tra cinema, teatro e televisione, è morto a 80 anni nella sua casa di Los Angeles. A confermare la notizia a Variety è stato il suo manager, spiegando che l’attore è morto serenamente. Al momento non è stata resa nota la causa del decesso.
The Rocky Horror Show
Il nome di Tim Curry resta indissolubilmente legato a quello di Dr. Frank-N-Furter, il bizzarro scienziato protagonista di The Rocky Horror Show, musical scritto da Richard O’Brien e portato per la prima volta in scena nel 1973. Curry interpretò il ruolo anche nell’adattamento cinematografico del 1975, The Rocky Horror Picture Show, diretto da Jim Sharman, diventando una delle icone più riconoscibili della cultura pop britannica e internazionale.
La sua carriera fu però molto più ampia di quella incarnazione diventata leggendaria. Nato nel 1946, Curry si laureò in Drama and English all’Università di Birmingham nel 1968 e iniziò a lavorare in teatro. Tra i suoi primi ruoli di rilievo ci fu quello nel cast originale della prima produzione londinese di Hair, dove incontrò Richard O’Brien. Sarebbe stato proprio O’Brien a coinvolgerlo pochi anni dopo in The Rocky Horror Show.
Il teatro rimase una presenza costante nella sua carriera. Curry interpretò Tristan Tzara in Travesties di Tom Stoppard, subentrando a John Hurt e Robert Powell, e nel 1980 portò a Broadway il ruolo di Mozart in Amadeus. Molti anni più tardi tornò sul palcoscenico nei panni di Re Artù nella produzione di Broadway del musical Spamalot dei Monty Python.
Filmografia
Al cinema, dopo il successo di The Rocky Horror Picture Show, Curry costruì una filmografia altrettanto eclettica. Tra i titoli più importanti figurano The Shout di Jerzy Skolimowski, nel quale interpretava Robert Graves, e The Ploughman’s Lunch, dramma politico scritto da Ian McEwan. Negli anni successivi arrivarono anche commedie popolari come Home Alone 2: Lost in New York, Muppet Treasure Island, Scary Movie 2 e McHale’s Navy.
Una parte fondamentale dell’immaginario di Curry è legata però ai personaggi nei quali il suo aspetto veniva radicalmente alterato. Nel fantasy Legend di Ridley Scott, nel 1985, interpretò il Signore delle Tenebre, nascosto dietro un elaborato trucco e gigantesche corna. Nel 1990 arrivò invece Pennywise, il clown assassino della miniserie televisiva It, tratta dal romanzo di Stephen King. Un’interpretazione rimasta nella memoria collettiva e destinata a influenzare l’immaginario del personaggio per decenni.
Televisione
La televisione accompagnò Curry per oltre quarant’anni. Nel 1978 interpretò William Shakespeare nella miniserie in sei parti scritta da John Mortimer; nel 1982 fu Bill Sikes nell’adattamento statunitense di Oliver Twist e nel 2008 vestì i panni del mago Trymon nell’adattamento di The Colour of Magic di Terry Pratchett. Prestò inoltre la voce a numerose serie animate, tra cui Duckman, Sonic the Hedgehog, The Mask e Star Wars: The Clone Wars, oltre a comparire come guest star in produzioni come Psych, Poirot e Criminal Minds.
Ictus e tenacia
Nel 2012 Curry fu colpito da un ictus mentre riceveva un massaggio e dovette sottoporsi a un intervento chirurgico al cervello. L’ictus gli lasciò problemi di mobilità e conseguenze sulla memoria a breve termine, ma non interruppe del tutto la sua attività. Nel 2025 aveva pubblicato l’autobiografia Vagabond, ripercorrendo una carriera durata oltre cinque decenni.
«I’ve had the opportunities», aveva detto al Guardian nel 2025, raccontando il proprio rapporto con il lavoro e con la vita dopo l’ictus. «And I’m still showing up». Una frase che sintetizzava bene la tenacia con cui aveva continuato a essere presente sulla scena pubblica.
Omaggi
La notizia della morte ha provocato numerosi omaggi da parte di colleghi e amici. Luke Evans, che ha recentemente interpretato Dr. Frank-N-Furter a Broadway, lo ha ricordato come «a force, a bright fierce flame» e «an inspiration», aggiungendo: «There will only be one Tim Curry».
Susan Sarandon, sua co-protagonista in The Rocky Horror Picture Show, lo ha definito un «funny sexy original», ricordando anche la sua disponibilità nei confronti dei fan negli anni successivi all’ictus. Carol Burnett, che aveva recitato con Curry in Annie, ha invece scritto: «Nobody could play lovable villains better than he could», definendolo un caro amico.
Anche Michael McKean, compagno di Curry nel cast di Clue, ha affidato ai social un ricordo dell’attore, parlando dell’ultima conversazione avuta con lui e definendo la sua scomparsa «a blessing», prima di aggiungere: «Our blessing was that we had Tim Curry in our lives».