Forse, al giorno d’oggi anche i tradizionali luoghi in cui si faceva un tempo dibattito e critica musicale sono un ricordo del passato, sostituiti dalla rapidità (e spesso dalla ferocia) dei commenti sui social. L’ennesima dimostrazione di tutto questo si è consumata proprio su Instagram, sotto un carosello di scatti della fotografa Valentina Bellini, che documentavano il recente live dei Bluvertigo all’Arena della Regina di Cattolica.
A innescare la miccia è stato un commento – o meglio, una provocazione netta – da parte di un utente: “Sopravvalutati e anche di molto. Non siamo di fronte ai Tool”. Certo è che, essendoci di mezzo una personalità imprevedibile come Morgan, era inevitabile che la replica arrivasse a stretto giro.
Una questione di spessore culturale
Al di là dei toni accesi tipici da dinamiche del web, Marco Castoldi è intervenuto spostando la questione su un piano puramente musicale e aprendo un confronto più profondo sul concetto di ricerca sonora:
Comunque i Bluvertigo ai Tool gli mangiano in testa in fatto di originalità, di ricerca sonora, di songwriting e di spessore culturale. Col cazzo che i Tool suonano il concerto in sol di Ravel dal vivo.
C’è da dire che in questo modo sono state messe una di fronte all’altra due realtà artistiche diametralmente opposte e musicalmente inconciliabili. Da un lato ci sono i Tool, universalmente riconosciuti come i giganti del progressive metal moderno, noti per le loro strutture geometriche rigide e ossessive, tempi dispari matematici e un maniacale rigore esecutivo. Di contro, la parabola dei Bluvertigo è da sempre più legata a coordinate synth-pop, alla new wave e al crossover continuo con la musica colta occidentale.
Per Morgan infatti, l’accostamento con la band di Los Angeles è solo un errore di prospettiva fatto dall’utente. Se si volesse proprio cercare un paragone legato alle avanguardie storiche, dice, bisognerebbe guardare altrove.
Se fossi stato uno capace di discernimento musicale avresti dovuto scrivere ‘non siamo di fronte ai King Crimson’, allora saresti stato credibile e condivisibile.
A chiudere (per ora) la discussione, il cantautore ha lanciato una precisa proporzione letteraria per definire la sua band: “Calvino vs. Joyce = BV vs. Tool”. Poi, ha liquidato l’hater con un: “Tu non sei nel campionato, potresti fare il confronto con il tuo maestro elementare o con la supplente di italiano.”