I Pink Floyd, come Neil Young, Leonard Cohen, Sting, Bruce Springsteen, David Bowie e tantissimi altri grandi del rock, stanno attraversando un periodo di negoziazioni per la vendita del loro catalogo. Tuttavia, a differenza di altre trattative, quelle che hanno coinvolto la band, iniziate nel maggio 2022, si sono rivelate particolarmente complesse. Per il Financial Times, la sospensione dell’asta è stata causata da vari fattori: i dissidi tra due dei tre membri viventi aventi diritto, David Gilmour e Roger Waters, su questioni di tasse e asset, e le controverse dichiarazioni politiche di Waters, in particolare riguardo la guerra in Ucraina.
Notizia di questi giorni, sempre riportata dalla testata britannica, è che i Pink Floyd sarebbero ora in “trattative avanzate” con Sony Music per vendere il loro catalogo per una cifra vicina ai 500 milioni di dollari, lo stesso importo emerso due anni fa.
L’aggiornamento arriva dopo che David Gilmour ha recentemente dichiarato a Rolling Stone che sarebbe un “sogno” vendere il catalogo della band, mettendo così fine alle controversie con l’ex compagno di band Roger Waters. Solo lo scorso anno, il chitarrista e sua moglie Polly Samson lo avevano descritto come un “antisemita fin nel midollo e apologeta di Putin”
Sony Music ha una lunga storia di acquisto di cataloghi di artisti leggendari per somme ingenti. Recenti esempi includono i 500 milioni di dollari per quello di Bruce Springsteen nel 2021 e 1,27 miliardi di dollari per i diritti d’immagine dei Queen all’inizio di quest’anno.
Mentre la vendita del catalogo dei Pink Floyd procede, Gilmour è uscito con il nuovo album Luck and Strange – recensito su queste pagine da Andrea C. Soncini – che sarà supportato da un tour limitato negli Stati Uniti, in Europa e nel Regno Unito. Le prime sei date sono italiane e si terranno al Circo Massimo di Roma il 27, 28 e 29 settembre, e l’1, 2 e 3 ottobre. La prevendita generale è già attiva e i prezzi dei biglietti hanno già sollevato discussioni tra i fan.
Durante la promozione dell’album, Gilmour ha dichiarato che si tratta del “miglior album che abbia fatto da quando è uscito The Dark Side of the Moon nel 1973″, una dichiarazione successivamente ridimensionata nella sopracitata intervista con Rolling Stone America.