Dark Side of the Moon Redux, versione riveduta con “lo sguardo di un ottantenne” del classico dei Pink Floyd, è uscito via Cooking Vinyl lo scorso ottobre. Una scelta quella di uscire per l’etichetta britannica che a cui all’epoca nessuno aveva dato peso a partire dal diretto interessato. Roger Waters aveva pubblicato il precedente album Is This The Life We Really Want? via Columbia, sussidiaria della Sony BMG Music, e i dettagli sulla durata del contratto che li legava non erano (e non sono) noti.
In un recente articolo pubblicato da Variety, apprendiamo che la major ha di fatto rescisso il contratto con il frontman per i suoi commenti a proposito di Israele e sarebbe pronta a fare un annuncio pubblico. Era dunque l’etichetta di base in Germania – che lo ha sotto contratto dal 2016 – ad aver avuto per prima il compito di pubblicare la nuova versione del classico della rock band. Ed è stato Thomas Coesfeld, CEO della label dallo scorso luglio, a impedire che ciò accadesse. Stando alle fonti della testata la separazione dall’artista sarà comunicata a breve.
La notizia arriva sulla scorta di The Dark Side of Roger Waters, documentario dello scorso ottobre che intende dimostrare la tesi secondo la quale l’ex Pink Floyd sarebbe antisemita e un bullo. Ma anche delle sue dichiarazioni sulla guerra in Ucraina. Dei concerti cancellati in Polonia, del live a Francoforte prima negato e poi concesso dacché una corte tedesca ha deciso che lo show non rappresenta in alcun modo un’apologia dell’ideologia nazista e che dovrebbe essere visto come un “lavoro artistico”.
Dello scioglimento del contratto con BMG Waters aveva menzionato, lo scorso novembre, in un’intervista rilasciata a Glenn Greenwald in cui affermava che la decisione sarebbe stata fomentata dalla Anti-Defamation League, l’organizzazione non governativa ebraica con sede negli Stati Uniti.
