Film

Claudio Cupellini

Storia della mia famiglia

19 Febbraio 2025 Italia drammatico

Fausto è pieno di vita; anzi, Fausto non c’è più. Eppure eccolo danzare con i propri figli, burlarsi del fratello, arrabbiarsi con la madre. Fausto è morto e allo stesso è vivo e più vitale che mai. Fausto vive nei ricordi dei suoi amici, famigliari, ex-moglie e soprattutto dei suoi figli. Il ragazzo (r)esiste nei vocali di un cellulare, tra i tessuti di una t-shirt, nello scorrere di una canzone.

Storia della mia famiglia  tenta – riuscendoci – di prendere spunto da un bagaglio cinematografico vivo di lutto e rinascite, per offrire al proprio pubblico un racconto dolce e doloroso, struggente e divertente. La sua colonna vertebrale è una dicotomia costante, un viaggio lungo sei episodi durante il quale gli spettatori hanno la possibilità di curiosare in questa famiglia tanto disfunzionale, quanto irresistibile. Un’ulteriore antitesi resa possibile da performance naturalissime e convincenti come quelle di Eduardo Scarpetta, che dopo L’amica geniale e La legge di Lidia Poët si conferma uno dei talenti migliori di stampo italiano. Peccato per delle lacune narrative che non permettono di sviluppare appieno i background di personaggi come Lucia (Vanessa Scalera) o Valerio (Massimiliano Caiazzo) rendendo i loro passati nebulosi e non del tutto recepibili.

Una mancanza che la regia di Claudio Cupellini, tra primissimi piani e totali pieni di affetto e/o tensione, riesce comunque a colmare, enfatizzando sul comparto umano di una famiglia la cui storia si fa adesso universalmente collettiva.

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