Film

Oren Uziel

Spider-Noir

27 Maggio 2026 Stati Uniti d'America commedia drammatico azione thriller

Ci sono voluti anni prima che il ramo Sony della litigiosa e allargata famiglia Marvel riuscisse a tirare fuori un titolo che mettesse d’accordo sia la critica che i fan e, come spesso accade, una cosa così rara è accaduta con un combinazione di fattori altrettanto inusuale. Sì, perché Spider Noir è una serie inusuale con un format inusuale e soprattutto con un protagonista inusuale. Un protagonista “70% Bogart e 30% Bugs Bunny”, parola di Nicolas Cage, che è la scelta di casting più inusuale possibile per interpretarlo. A anche più azzeccata.

Il primo contatto tra l’interprete e Spider-Man in realtà è arrivata nel 2018, quando doppiò l’Uomo Ragno degli anni Trenta nel film d’animazione Spider-Man: Un nuovo universo. Prova grazie alla quale fu poi contattato nel 2024 da Oren Uziel per tornare live nei medesimi panni per la serie Prime Video.

Ispirata ai fumetti di David Hine e Fabrice Sapolsky, lo show è fruibile sia in b/n che a colori – la prima scelta è senza dubbio la migliore tra le due esperienze. La storia è ambientata negli Stati Uniti post Grande Guerra ed è incentrata sul detective privato Ben Reilly (Cage), che, durante una missione in Francia ha acquisito i poteri del ragno, sgominando la criminalità nella Grande Mela. Questo prima della morte della sua amata, trauma che – come nella migliore tradizione letteraria noir e hard boiled soprattutto d’ispirazione “chandleriana” – lo ha trasformato in un rudere tenebroso, ironico e dal irresistibile. Un nichilista che ha abbandonato il costume e che un nuovo caso lo riporterà ad indossare, permettendogli di fare finalmente i conti con i suoi fantasmi.

Nicolas Cage se fosse un cinquantenne con i capelli negli anni Trenta.

Spider Noir riesce ad intercettare tono e atmosfere del cinema di genere di riferimento, attraverso stereotipi e cliché narrativi ben reinterpretati, ma soprattutto grazie ad un ottimo senso estetico che si ritrova negli elementi scenografici, in inquadrature citazioniste e nelle scelte fotografiche. Efficaci anche le trovate musicali, dalla colonna sonora originale curata da Kris Bowers e Michael Dean Parsons (in cui spicca il tema Saving Grace di KIRBY) fino alla selezione di brani che vanno da Judy Garland a Amy Winehouse.

L’elemento che però regge tutti e otto gli episodi, nonostante una scrittura alla lunga piuttosto prevedibile – che un po’ fa ricordare tutti i difetti nell’ideazione e nello sviluppo dei film Marvel lato Sony degli ultimi anni – è, come già anticipato, senza dubbio Cage. Probabilmente il più divertito tra tutti coloro che hanno partecipato alla serie.

Lui è l’anima di Spider Noir, quello che per cui il titolo sarà ricordato. Questo perché è lui più del mondo che gli è stato costruito attorno a riuscire a trasportare veramente lo spettatore in un’altra epoca, rendendo tutto credibile e interessante. La sua è un interpretazione che va oltre il fatto di essere un’altra versione dell’Uomo Ragno, dimostrando invece come la stella cometa degli attori statunitensi della sua generazione è ancora il Grande Cinema di metà Novecento e tutti i divi che ne sono stati il volto.

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