Film

Ryan J. Condal & George R. R. Martin

House of the Dragon – Stagione 1

3 Giugno 2026 Stati Uniti drammatico

Westeros è tornata sul piccolo schermo: è iniziata House of the Dragon, serie spin-off HBO della celebre Game of Thrones. Tratto dal romanzo Fire & Blood di George R.R. Martin, lo show è ambientato nell’epoca di re Viserys Targaryen, 172 anni prima la nascita di una delle protagoniste del gioco del Trono: Daenerys Targaryen.

Un prequel, dunque, che racconta le vicende della grande dinastia dei Targaryen, dei protagonisti che ne hanno fatto la storia e della guerra civile nata per la conquista del Trono. Insomma, cambiano le epoche e i personaggi, ma l’obiettivo resta sempre lo stesso: il potere sui Sette Regni.

Viserys I Targaryen (Paddy Considine) si ritrova, al suo nono anno di regno, senza eredi maschi. Sua moglie muore di parto dopo aver dato alla luce un bambino, anche lui non sopravvissuto. Il sovrano ha un’unica figlia, Rhaenyra, una “cavalca draghi” (proprio come Daenerys tanti anni dopo di lei). Rhaenyra viene nominata erede al Trono, prima donna nella storia di Westeros a raggiungere tale titolo, ma la sua nomina viene messa in discussione. Primo fra tutti da suo zio, il carismatico guerriero Principe Daemon Targaryen (Matt Smith).
Sinossi

A prestare il volto a Rhaenyra due attrici: Milly Alcock (che interpreta la principessa da giovane) ed Emma Darcy (Rhaenyra adulta). Lo stesso vale per il personaggio di Alicent Hightower, amica della principessa e figlia del Primo Cavaliere del re, Otto Hightower (Rhys Ifans): ad interpretarla sono Emily Carey (da giovane) e Olivia Cooke (da adulta), che abbiamo già potuto ammirare in Sound of Metal. Ovviamente non vanno dimenticati gli altri grandi protagonisti della serie: i draghi, che vivono nella Fortezza Rossa e popolano l’immaginario dei Sette Regni, qui molto più che in Game of Thrones (dove i draghi si credevano essere estinti.)

Tra le menti creative del progetto non ci sono David Benioff e D.B. Weiss, creatori della serie originale, ma Ryan Condal e lo stesso George R.R. Martin. Perlomeno, questa volta, Martin ha una base solida e già completa da cui partire a differenza delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, la saga da cui era tratta Game of Thrones, ancora non terminata (l’ultimo capitolo è stato pubblicato ben undici anni fa).

Naturalmente viene spontaneo domandarsi se House of the Dragon regga o meno il confronto con il Trono di Spade. Lo spin-off, stando a quanto rivelato da una fonte interna a Variety, è costato circa 20 milioni di dollari ad episodio. Game of Thrones era partito da un budget decisamente più basso (6 milioni  per la prima stagione), ma in quanto ad effetti speciali e make up, per ora House of the Dragon sembra non reggere il confronto con la serie originale: in certe scene, come quella in cui Daemon accarezza il suo drago prima di essere bandito dalla corte, la CGI è fin troppo grezza, così come nei set che ricreano gli esterni della Fortezza Rossa. Meglio invece i draghi. Va specificato, a tal proposito, che nella prima stagione di GoT non c’erano draghi e i metalupi erano ancora cuccioli, perciò l’enorme differenza di budget è più che giustificata.

A livello di scrittura, invece, il primo episodio di House of the Dragon è un pilot da manuale: vengono presentati i personaggi, i loro ruoli e le loro caratterizzazioni sono delineate in maniera convincente, lo spettatore viene subito catapultato nella storia. Insomma, al momento la serie preannuncia del potenziale. Merito soprattutto delle performance attoriali: tutto il cast, nessuno escluso, ha saputo dare spessore e un certo appeal ai personaggi, cosa non scontata in una puntata di appena un’ora. Tuttavia, l’episodio lascia poco spazio a un evento fondamentale per la trama, quello cioè in cui Viserys decide di nominare sua figlia erede al Trono. Non si percepisce la portata epocale di questa scelta in un sistema dove a dominare sono gli uomini, e pure suo padre, tartassato dalle voci nel Concilio ristretto che mettono in dubbio una donna al potere, prende la sua decisione in una maniera troppo repentina, se paragonata al ritmo del resto della puntata. Inoltre, nella serie questa scelta sembra rappresentare un unicum, una scelta fatta in via del tutto eccezionale. Dal romanzo, invece, sappiamo che Viserys cambia completamente la legge sulla successione includendo le donne.

House of the Dragon è stata rinnovata per una seconda stagione, complice anche il boom di ascolti all’esordio.

Nonostante l’ultima stagione di Game of Thrones abbia enormemente deluso i fan, ad House of the Dragon spetta un arduo compito: quello, cioè, di confrontarsi con un prodotto che ha fatto la storia della serialità. Esiste un prima e un dopo Twin Peaks, i Soprano, Breaking Bad e, che piaccia o meno, esiste anche un prima e dopo Trono di Spade.

Filmografia
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