Recensioni

A distanza di tre anni dall’esordio Fragments, tornano i Trifecta, trio composto dagli inglesi Nick Beggs, Craig Blundell e dall’americano Adam Holzman. Progetto nato come puro divertissement nei backstage e durante le pause del tour al fianco di Steven Wilson, artista a cui i Nostri sono legati a doppio filo e rintracciabili anche nell’ultima uscita, The Harmony Codex (2023). Trifecta è da intendersi come camera di decompressione sperimentale, una sorta di jazz club privato – come più volte si sono trovati a definirlo – un “non-luogo” in cui poter portare alla luce visioni, intuizioni, fughe prospettiche.
Se nel 2021 Fragments ne aveva tracciato la rotta di navigazione, The New Normal – in uscita il 12 Aprile via Kscope – restituisce l’immagine di una band che non smette di mettersi continuamente alla prova, spingendo oltre il limite le potenzialità di ogni singolo membro dell’ensemble. Siamo sempre dalle parti di una cervellotica miscela fusion (perfettamente calibrata) di jazz, prog-rock di stampo 70s, svisate lounge e rapide pennellate pop (ritmo e calore latino nella frizzante Stupid Pop Song), elementi che racchiudono ed estremizzano – in una visione molto personale – la lezione di progetti ascrivibili alle voci The Necks, Fire! Orchestra e gli Abstract Concrete di Charles Hayward, tutti fedeli ad una logica tesa all’improvvisazione “ragionata”. Il mestiere c’è, le doti anche, manca forse la voglia di ricercare quel tratto distintivo in grado di rendere ‘differente’ il progetto. Elemento che, considerata la genesi dei Trifecta, probabilmente non rientra neanche tra le priorità in agenda.
Con una scaletta serrata (19 i brani totali) ma dal minutaggio sostanzialmente contenuto, i Nostri aggiungono nuovi scatti alle pareti del loro esclusivo jazz club in cui è possibile incontrare Alex Lifeson (Envy of None / Rush) alla chitarra nel brano Once Around The Sun with You – brano di crimsoniana memoria – e Theo Travis (altro tassello della Steven Wilson band) al sax in Daddy Long Legs, sintomo di un’idea di ‘produzione’ che sfugge a logiche canoniche e che, potenzialmente, può esplodere in forma e sostanza imprevedibili. Registrato tra Leighton Buzzard, Bedford e New York, The New Normal vede in cabina di regia Andy VanDette (Beastie Boys / Rush) mentre l’artwork è ispirato ad un’opera originale dell’artista Hajo Muller.
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