Album

The Harmony Codex

29 Settembre 2023 pop elettronica

A due anni da The Future Bites e con un album dei Porcupine Tree e relativo tour ad aver raccolto più di quanto sperato, Steven Wilson torna con The Harmony Codex. A quanto pare, la band si è messa in pausa a tempo indeterminato e quelli che abbiamo visto di recente, anche in Italia, parrebbe siano stati gli ultimi concerti. Ad affermarlo è la mente del gruppo, qui in veste solista, uno che non manca occasione per bacchettare i nuovi paladini dell’arena rock e che, in proprio, sta proseguendo un discorso modernista che contempla sia l’elettronica (cyber) cinematica bazzicata da Trent Reznor e Atticus Ross dentro e fuori i Nine Inch Nails che un pop d’autore contemporaneo fatto di pianismi e tastierismi (synth) atmosferici, basi sincopate in area Hip Hop, funk cibernetico e un’ambience sospesa tra gotico e angelico, non tralasciando osmotiche compatibilità pop.

Un corredo per raccontare umori e presagi dell’homo technologicus, questi tempi internettari, la nostra dipendenza dalla tecnologia e gli effetti della stessa sul nostro stile di vita e abitudini. Canzoni le sue come puntate di una personale e metafisica Black Mirror, nelle cui sceneggiature c’è ancora posto per le chitarre e il comfort acustico ma unicamente come contrappunto a una contemplativa produzione elettronica.

The Harmony Codex, settimo album di Steven Wilson, prosegue lungo queste traiettorie affrontando però temi maggiormente personali (ricordi, memorie, riflessioni) un po’ come era accaduto in The Raven That Refused To Sing (and Other Stories) del 2013.

Il disco, in uscita il 29 settembre, è stato concepito a casa sua nel nord di Londra – ha di fatto un garage adibito a studio – con gruppo di musicisti scelti a inviare e ricevere digitalmente demo, basi e quant’altro (i partner di lunga data Ninet Tayeb, Craig Blundell e Adam Holzman, e una serie di nuovi collaboratori come Jack Dangers dei Meat Beat Manifesto e Sam Fogarino degli Interpol).

Ad anticiparlo, un ideale apripista, Economies of Scale, che lo propone come un David Sylvian contemporaneo (senza vezzi arty o avant), tra rintocchi di piano e chitarra acustica, cori sulfurei e una scacchiera ritmica che mima le serpentine hi-hat della trap. Il singolo è disponibile anche come video diretto da Charlie Di Placido (responsabile di tutti i video dei Jungle e dei promo degli Everything But The Girl). Di seguito gli streaming.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Inclination
  • 2 What Life Brings
  • 3 Economies Of Scale
  • 4 Impossible Tightrope
  • 5 Rock Bottom
  • 6 Beautiful Scarecrow
  • 7 The Harmony Codex
  • 8 Time Is Running Out
  • 9 Acutal Brutal Facts
  • 10 Staricase
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