Recensioni

5.8

Dalla fine degli anni ’90 i Travis rappresentano il versante più introspettivo e meno rumoroso della seconda fase brit-pop, marcato soprattutto dal successo di The Man Who (1999) e The Invisible Band (2001), e negli anni continuano questo discorso con passione e tutto sommato senza deviazioni rispetto alla loro cifra consolidata.

Dopo l’esordio di Good Feeling (1997), notati da Noel Gallagher per All I Want To Do Is Rock ma con un suono ancora ruvido e poco a fuoco, la band di Glasgow mette in chiaro le proprie intenzioni nel biennio successivo: gli umori sono quelli di Why Does It Always Rain On Me – quindi molto lontani dalle cigarettes & alcohol di gallagheriana memoria.

Con L.A. Times i Travis non portano novità rispetto alla loro discografia recente, che più spesso si sposta dai numeri malinconici dei primi album – con i quali il leader della band Fran Healy ha trovato una dimensione veramente originale – per cercare cose più raggianti, almeno come proposito, che però non sembrano essere altrettanto incisive.

In questo senso Raze The Bar, sing-along con la collaborazione ai cori di Chris Martin e Brandon Flowers – featuring altisonante ma volutamente impercettibile, dice Healy – e Gaslight, giro di piano ragtime che certamente spinge tutto su una dimensione leggera e upbeat, ma il risultato è un po’ troppo telefonato, al più di buon artigianato.

Più in linea con le coordinate storiche dei Travis ci sono Bus, Live It All Again, Alive (sulla falsariga di Side, singolo del 2001), e la ballata Naked in New York City. I Hope That You Spontaneously Combust è un esperimento sbilenco di chitarre in slide, e L.A. Times, in chiusura di disco, tenta un rap sulla situazione socio-politico-economica di Los Angeles (dove Healy risiede dal 2017) – prove estemporanee, poco riuscite.

Non tanto da ricordare in questo disco, per chi conosce i quattro di Glasgow e quello che possono dare. Healy dice che L.A. Times è la raccolta più intima e personale dai tempi di The Man Who – messaggio che, a grandi linee, non passa a chi ascolta.

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