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I Black Keys abbandonano il party di Ohio Players, pur mantenendo saldo il timone su una formula che attinge ancora ai molteplici universi sonori esplorati nel corso della carriera: blues, soul, funk e R&B. Se il precedente album, nato dalle atmosfere intime dei loro “record hangs” — feste tra amici in cui si ascoltavano vecchi 45 giri scelti a sentimento — si era rivelato un mezzo flop commerciale, con No Rain, No Flowers la coppia corre ai ripari puntando a un sound più radiofonico. La conferma era già arrivata dagli estratti che ne hanno anticipato l’uscita: la serenata orientalista anni ’80 della title track, l’indie revival anni 2000 di The Night Before, il soul/blues/disco à la Stones di Babygirl. Prime tessere di un mosaico dal suono pieno e rotondo, con quel retrogusto AOR-modernista a far tornare i conti con quello che è, a tutti gli effetti, un brand.

Chiusi in studio dopo un periodo turbolento — la cancellazione del North American International Players Tour per scarse prevendite e la rottura con Irving Azoff e Steve Moir di Full Stop Management — Dan Auerbach e Patrick Carney hanno lavorato con Rick Nowels (Lana Del Rey, Madonna, Sia) e Daniel Tashian (Kacey Musgraves, Clairo), entrambi vincitori di Grammy e specializzati nel dare una patina adult alternative pop ai principali filoni musicali statunitensi.

A sorpresa, figura anche Scott Storch, produttore simbolo del crossover tra hip-hop e pop anni Duemila, ma la sua presenza è più simbolica che fattuale: il suono, pur pensato in grande, mira al rilancio commerciale senza reale mordente.

È un disco nato per farsi piacere, che smussa gli spigoli con rodati balsami: un reboot del mix moderno-vintage già esplorato con Danger Mouse (con il quale hanno collaborato per Brothers ed El Camino), in cui però ogni brano si esaurisce nell’idea armonica e d’arrangiamento che lo sostiene — dall’hard rock di Man On A Mission al country di Neon Moon, fino alla disco à la Bee Gees e al soul di Philadelphia di Make You Mine. Per la serie: sotto l’abito… i produttori (anche parolieri).

La tournée associata all’album li ha già portati anche in Italia — il 15 luglio 2025 all’AMA Music Festival di Romano d’Ezzelino (VI), e il giorno successivo al Rock In Roma presso l’Ippodromo delle Capannelle — ed è proprio lì che il duo oggigiorno va ascoltato.

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