Recensioni

«Blue is not the color of my voice / If I would sing in blue / It would drain the oceans / Demolish the pale blue sky»: comincia così Live in Berlin, con i primi versi di una Nerissimo estratta dal secondo disco di Teho Teardo e Blixa Bargeld, seguita da una Mi scusi che lo stesso Bargeld – con un pizzico di ironia, a giudicare dal tono del discorso – introduce come la nona «best Italian songs in the last 20 years» secondo un «big italian music magazine». Una partenza che, con i due singoli più noti dei due musicisti subito in evidenza, mette in chiaro le cose: il primo disco dal vivo di Teardo e Bargeld, testimonianza del concerto che i due hanno tenuto al Sonic Morgue di Berlino il 6 dicembre 2022, sarà in tutto e per tutto un best of della loro produzione.
Sia come sia, il suono che si ascolta in questo album non ha nulla a che vedere con le limitazioni tecniche che a volte punteggiano gli album dal vivo: merito di Teardo stesso e di Marco Weise, responsabili di una registrazione che mantiene intatta l’urgenza, l’eleganza e la grande ricchezza strumentale dei brani, ma anche del contributo dei musicisti coinvolti nel progetto, ovvero Laura Bisceglia (violoncello, campane), Gabriele Coen (clarinetto basso), Anna Eichholz (violino), Kundri Schäfer (violino), Robin Hong (viola) e Alice Dixon (violoncello). Una piccola “armata” di archi e fiati fondamentale nell’organizzare vuoti e pieni in sede di arrangiamento.
Oltre alla qualità del suono, quello che paradossalmente spicca in Live in Berlin è la scrittura musicale: è strano dirlo dopo due album da studio pubblicati negli ultimi dieci anni da Teardo e Bargeld, ma proprio in versione live quella scrittura diventa un teatro narrativo particolarissimo, sottolineato ulteriormente da un Blixa Bargeld carismatico, impegnato in sporadici vocalizzi estremi – chi lo ha visto nel progetto Rede Speech sa di cosa stiamo parlando – e tutt’altro che parco nel raccontare vari “dietro le quinte” dei brani. Una personale “filosofia” in cui anche le lingue in cui si canta (inglese, italiano e tedesco) diventano una variazione di colore tra i timbri che caratterizzano le varie tracce, ma anche il canale ideale per veicolare gli umori legati al brano stesso.
Creare un universo musicale con regole proprie e lontanissimo dagli stereotipi in cui si mescolino classica, contemporanea e avanguardia: Live in Berlin è una conferma in questo senso, intrepido e inaspettato, coerente ed appassionante, come del resto è anche la coppia di musicisti che l’ha generato e che nel 2024 uscirà con un nuovo album attualmente in fase di missaggio.
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