Recensioni

Nonostante l’età e il panciotto del completo nero tenuto sollevato da un tono addominale non proprio fulgido – un po’ alla Horst Tapper, lasciatecelo dire – Blixa Bargeld fa ancora la sua porca figura. Sarà forse per quel caschetto liscio che fa tanto direttore d’orchestra o per lo sguardo da pluriomicida con cui ti osserva, ma provare nei suoi confronti riverenza mista a timore viene quasi naturale. Del resto stiamo parlando di un terrorista del pentagramma, un artista che ha sorpassato da destra Nick Cave lasciandolo con un palmo di naso e decretandone, nei fatti, l’oblio creativo. Quando te lo ritrovi su un palco, da solo, senza strumenti, con un microfono di fronte e qualche pedale vicino alle casse spia, non sai proprio cosa aspettarti ma hai il sospetto che sarà comunque qualcosa di grandioso.

Lo spettacolo si chiama Rede Speech e in soldoni si tratta di uno studio sull’emissione, il campionamento, la sovrapposizione della voce, per ottenere spaccati sonori vicini all’ambient, al noise, al rumorismo, all’elettronica. Detta così potrebbe sembrare poca cosa e probabilmente, se a fare gli onori di casa ci fosse stato un musicista mediocre, lo sarebbe stata davvero. Invece davanti a noi c’era il deus ex-machina degli Einstürzende Neubauten, uno a cui carisma, presenza scenica ed esperienza non mancano di certo. Virtù che non si comprano al supermercato ma sono diretta conseguenza di un percorso artistico ben preciso, nel caso di Bargeld, costellato di razionalismo, intransigenza, rifiuto per i compromessi, voglia di spingere il concetto di musica oltre le barriere del comune sentire. Tutta roba che viene fuori durante la performance, nella sana follia che regge il discorso, nella voce inquietante che regola l’intensità delle suggestioni, nelle urla criminali che rimandano ai tempi gloriosi di Stagger Lee menando fendenti per tutta la platea. Lo scopo è creare veri e propri brani o magari descrivere con i suoni un ideale processo di ricombinazione del DNA; dare forma a pensieri e sensazioni sconnesse o tornare alla preistoria collezionando grugniti animaleschi persi nel tempo. Per sapere fino a che punto può arrivare la voce, quando è foraggiata da una creatività che è un misto di metodo scientifico e devianza.

Alla fine uno spettacolo disturbante e sorprendente, questo Rede Speech, personificazione perfetta del suo creatore.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette