Recensioni

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La joint-venture che non t’aspetti assume le sembianze di un carrarmato psych-rock delirante e notturno. Da un lato, la combriccola di freaks psych-kraut cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, soprattutto col passaggio alla Thrill Jockey (vedi alla voce Beyond The 4th Door); dall’altro, uno degli hypna-eroi primigeni, quel Cameron Stallones a.k.a. Sun Araw uso a mischiare psych e deliqui hypnagogici tra Magic Lantern e, appunto, la presente sigla in solo.

Galeotto, per l’unione di forze in apparenza distanti – corposi e kraut-spacey i primi, drogato e lento il secondo – fu il festivalino Neon Comune Fest curato dalla NNF nel 2007, in cui l’allora Magic Lantern Stallones saldò una amicizia rinverditasi ogni qualvolta i tre di Portland scendevano a suonare – e condividere il palco, ovvio – in California.

L’occasione per questo Night Gallery è invece legata al SXSW dello scorso anno, quando dopo un pomeridiano live congiunto in un parcheggio, gli ET invitarono Sun Araw a registrare un live in una radio studentesca. Il risultato è in queste quattro omonimi movimenti suonati live in circolo con i Tapestry in formazione allargata (Ryan Carlile al sax, Yoni Kifle al basso completano il quintetto) e Stallones a chiudere il cerchio con le volute sonnacchiose della sua chitarra. In realtà, viste anche le forze numericamente in campo, a prendere il sopravvento è la psych reiterata dei primi, come nella ascensionale Night Gallery I – lontani echi orientali pian pianino soffocati in effluvi di wah-wah – o nella Spacemen 3 oriented Night Gallery II. La conclusiva, fluviale Night Gallery IV dilata ancor di più gli orizzonti dell’estemporanea formazione abbandonandosi tra assonnate volute di fumo e sfocati paesaggi da psichedelia orientale, mettendo in evidenza la mano calda di Stallones. Estemporaneo quanto si vuole, ma Night Gallery è più che un divertissement tra amici.

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