Recensioni

6.7

Ormai sembrano lanciati sulla via della iperproduttività i cinque da Portland. Non paghi di averci sollazzato lo scorso anno con Beyond The 4th Door e Night Gallery, il lavoro in collaborazione con Sun Araw, per non parlare delle tapes in edizione limitata, raddoppiano pure quest’anno. Dapprima Dawn In 2 Dimensions, di qualche mese addietro. Lavoro in cui gli Eternal Tapestry danno sfogo al lato più free e sfattone del proprio fare musica: lunghe suite psych&hard deraglianti e sulla falsariga di Amon Duul, Hawkwind e compagnia cantante. Roba che costituisce il cuore delle esibizioni live del gruppo americano, tanto che alla fin fine l’energia, le estenuanti aperture fuzz-oriented (Wholeodome), la ciclicità (l’ottima Marrow Of The Wand) e la rotondità del suono (anche quando si abbassa il tiro, come nella sognante Bread Of Dreams) sarebbe forse più apprezzabile sotto un palco che seduti sul divano. Della serie, come scapocciare tra le quattro mura quando parte la megasuite I.S.F.S./Dawn in 2 Dimensions/Quantum Leap?

A World Out Of Time invece è l’effettivo nuovo album del 2012 e mostra qualche cambio di direzione o meglio, qualche tentativo di ricercatezza che superi i confini dell’hard psichedelia a cui ci hanno ormai abituati. Citando apertamente Faust e la gemma nascosta Algarnas Tradgard – hippies svedesi in fissa con la psichedelia meno ovvia – e buttando tra le righe riferimenti a situazioni e dimensioni se non lontane, per lo meno non abituali, i cinque provano a giocare la carta a sorpresa del collage tra impro e composizione, in presa diretta. Lo psych-folk acustico e bucolico di Sand Into Rain che rimanda a Pentangle o Fairport Convention, ad esempio, unito ad una sempre maggiore centralità dell’immaginario da b-movie sci-fi, allontana definitivamente il quintetto dai panorami krauti degli esordi per una psichedelia tosta ma ricercata, mentre qua e là si rintraccia, nel magma sonoro, qualche spunto interessante.

In questo senso, The Currents Of Space, The Weird Stone, Alone Against Tomorrow e When Gravity Falls sono buoni esempi del tentativo messo in atto dagli Eternal Tapestry: mantenere l’identità provando a smuoversi dalle fondamenta. Il risultato però non è nè carne nè pesce e manca ancora qualcosa per spiccare il volo.

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