Recensioni

TOP

Thom Yorke, con i suoi Radiohead, non si è mai posto limiti. La libertà di scardinare i confini, tra generi, linguaggi e atmosfere, e sperimentare resta il marchio di fabbrica anche del progetto The Smile, nato durante la pandemia come un divertissement con il chitarrista Johnny Greenwood, accompagnati dal batterista dei Sons Of Kemet, Tom Skinner, diventato nel giro di pochi anni un gruppo solido. Una nuova creatura di Yorke, che mantiene il solco del gruppo che ha rivoluzionato la storia del rock nel XX secolo, mentre cerca strade ancora poco battute.

Nel caldo sabato sera di Medimex (International Festival & Music Conference promosso da Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale attuato con il Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura), la rotonda sul lungomare di Taranto assiste a una performance che dona aspetti inconsueti, strabilianti e onirici, ai due album pubblicati dagli Smile, A Light For Attracting Attention del 2022 e Wall of Eyes, uscito a gennaio 2024 per Xl Recordings. Suoni distorti, evoluzioni funk, bordate rock, la voce eterea e insidiosa di Thom Yorke che si muove abilmente tra melodie e composizioni mutanti. E’ una serata eterea, visionaria, impreziosita dal sassofono di Robert Stillman che sfugge alle definizioni di generi. Si cavalca il post-punk, a rombi di basso motorik, con Never Work In Television Again e The Smoke, si muovono gambe, spalle, neuroni con il rock-funky irrestibile di Zero Sum, si chiudono gli occhi sotto la pioggia di riff eterei e le calde note vocali e di sax di Skrting On The Surface.

“When we realize/we are merely held in suspension”, canta il frontman, che si dimena con eleganza sul palco, avvolto da luci che spaziano da un blu acceso al verde. Thom Yorke coinvolge il pubblico, scherza sulle temperature proibitive (“Fa troppo caldo, diventiamo pazzi”), passa dalla chitarra al basso, muove i synth in un episodio elettronico da club in Don’t Get Me Started. Dentro questo viaggio eclettico c’è tanto dei Radiohead, soprattutto negli episodi del secondo album degli Smile, ma anche una ricerca musicale libera, ispirata, magistrale. Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro – come canta Yorke tra le chitarre affilate di We Don’t Know What Tomorrow Brings – ma il concerto di Taranto degli Smile ribadisce una certezza: il progetto ha tanto da dire e una sconfinata attitudine a sorprendere.

I colori dei Pulp, l’introspezione dei Jesus And Mary Chain

La domenica sera dell’edizione 2024 di Medimex passa alla storia per l’esilarante, coinvolgente, irripetibile presenza sul palco di Jarvis Cocker, leader dei Pulp per l’unica data italiana del tour. La temperatura cala, i quattromila presenti alla rotonda del lungomare di Taranto possono respirare un’aria leggermente più frizzantina. Ma subito animata dal party in salsa glam-pop-rock del progetto di Sheffield.  Con tanto dal disco Different Class, l’album di maggior successo del gruppo, che vinse il Mercury Prize del 1996. Inno alla diversità, alla libertà di essere sè stessi, una classe sociale indescrivibile.

I Pulp a Medimex 2024 - Foto di ufficio stampa Medimex
I Pulp a Medimex 2024 – Foto di ufficio stampa Medimex

E così si passa da I Spy a Disco 2000 al classic brit-pop di Weeds prima del carisma trascinante di Jarvis mentre intona Feeling Called Love. Il pubblico è in festa, si torna a sudare, questa volta per i movimenti e l’adrenalina. La rotonda di Taranto è un club, un party, un bar: i Pulp colgono l’entusiasmo e lo cavalcano con le chitarre scatenate, il drumming imponente e le esclamazioni di Common People. Concedono tre bis i Pulp prima della chiusura con Bar Italia. Una chicca nella serata di Medimex.

I Jesus And Mary Chain a Medimex 2024 - Foto di ufficio stampa Medimex
I Jesus And Mary Chain a Medimex 2024 – Foto di ufficio stampa Medimex

Prima dell’esplosione di colori dei Pulp, il palco ha accolto l’introspezione graffiante dei Jesus And Mary Chain. I fratelli Reid sono tornati lo scorso marzo con un album, Glasgow Eyes, che ha rimarcato la firma del progetto. La sua capacità di esprimere melodie che scorrono adrenaliniche e perturbanti, incanalate in torrenti romantici o sferzanti, sotto un cielo grigio e nuvoloso. Dall’ultimo album eseguono le scorie elettroniche di Venal Joy e l’andamento post-punk e ipnotico, con aperture spaziali, di jamcod. Che non può che far tornare in mente l’album gemma Psychocandy del 1995 con la perla Just Like Honey. Il brano arriva sul finale della scaletta con una sorpresa che fa impazzire un  pubblico già in estasi: nella pioggia di chitarre shoegaze spunta Jarvis Cocker che poco dopo si esibirà con i suoi Pulp. E così il pezzo, uno dei più riconosciuti della band scozzesse,  vive una nuova esperienza. I Jesus And Mary Chain sono in ottima forma a discapito del tempo che passa e dell’età. E’ il quarantennale dell’uscita del loro primo singolo e loro, dal vivo, sembrano mantenere la stessa verve.

 

Come ogni anno, la line-up di Medimex conferma l’attenzione per progetti che hanno fatto la storia del rock, e continuano a scriverla. Non c’è solo nostalgia nelle scelte della direzione artistica ma la volontà di seguire le evoluzioni delle traiettorie disegnate dalla sei corde. Tra rock, pop, elettronica. Senza confini. Un viaggio libero in una terra che reclama cambiamento.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette