Recensioni

7.3

A sei anni da This Machine Kills Artists, King Buzzo torna con un album solista accompagnato al contrabbasso dell’amico e collaboratore di vecchia data Trevor Dunn (Mr. Bungle, Fantomas, John Zorn). Un lavoro che mostra un deciso avanzamento stilistico, nonché una maggiore consapevolezza nel gestire i propri mezzi autoriali. Resta la matrice acustica, ma rispetto al suo predecessore, un interessante contenitore di canzoni dagli esiti altalenanti, Gift of Sacrifice possiede un suono più organico e coinciso, che fa emergere una visione ben salda e, allo stesso tempo, aperta a soluzioni maggiormente dinamiche. Merito di una produzione ariosa, che arricchisce il tiro hard psichedelico del genio creativo dei Melvins con slancio sperimentale. Così, attraverso una calibrazione espansiva della componente vocale (a tratti anche filtrata in modo bruitista) e l’aggiunta di dettagli semplici quanto efficaci, ogni traccia acquista un suo peso specifico.

Emblematici del nuovo approccio, l’hard country di Delayed Clarity, che risuona con un senso d’abisso e viene rifinito da un cantato sanguigno e una coda d’elettronica spuria che ne amplificano il raggio d’azione; o la stralunata ballata folk-blues Mock She, tanto indolente quanto deviante nell’arrangiamento che lambisce strategie à la Captain Beefheart in salsa cyber. Non meno efficaci l’eccezionale blues à la Bad Seeds di I’m Glad I Could Help Out, il chorus naturale di Bird Animal, che trasforma un semplice giro roots desertico in qualcosa di distintivo, e la tenebrosa profondità neofolk di Housing, Luxury, Energy. Anche gli intermezzi si rivelano momenti necessari di un programma ben congegnato (in questo senso spicca la disarticolata chiusura free di Acoustic Junkie), un disco ricco di punti di fuga, senza sbavature, nel quale spicca l’apporto decisivo di Dunn, un elegante “lavoro sporco” che aggiunge ulteriori dimensioni sonore alla ricerca del Nostro regalando pure qualche brivido (le svisate in crescendo in Delayed Clarity ad esempio).

Non c’è che dire, Roger “Buzz” Osborne con Gift Of Sacrifice ha trovato i giusti varchi per far dilagare la sua dirompente personalità. La sua è una follia creativa perfettamente articolata. Corna al cielo per King Buzzo.

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