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Alle origini del Melvins pensiero? In una battuta, sì, è questo il senso ultimo di Everybody Loves Sausage, album numero mille per la Buzz family e tentativo di mettere coordinate fisse ad un suono/discografia sfuggente e basilare. Tredici cover che ricompongono il puzzle di influenze della band americana non senza sorprese, anzi, dimostrando con l’eclettismo di questo lavoro tutto ciò che da ormai un paio di decenni abbondanti si va dicendo dei Melvins. E cioè che non sono mai paghi, mai arroccati sulle proprie posizioni, sempre pronti a reinventarsi in forme nuove pur mantenendo il tratto caratterizzante di un sound in tutto e per tutto riconoscibile come il loro.

A veder sfilare i nomi e le tracce coinvolte in questo ritorno alle origini, c’è da rimanere sorpresi com’è giusto che sia, ma chi conosce a fondo i Melvins converrà che ci si sarebbe meravigliati del contrario: di trovarsi tra le mani, cioè, una serie di canzoni e gruppi facenti parte dell’universo di riferimento della band di King Buzzo e Dale Crover. I Queen di You’re My Best Friend, ad esempio, ce li saremmo aspettati? In un certo senso no, ma in un altro, quello della continua sconsacrazione del corpo morto del rock (duro), sì ed eccome. Anche con una terribile versione in tutto e per tutto fedele all’originale, voce falsettata compresa. Oppure il Bowie pre-berlinese di Station To Station, in una versione incattivita dalla presenza di JG Thirlwell aka Foetus. O ancora, la cavernosa tomwaitsizzazione di Female Trouble della stella-feticcio di John Waters Divine (in formazione a trio Lite con Trevor Dunn al basso).

Al contempo scorrono robette più consone al “metal” pacchiano e stravolto della casa e misconosciute perle dal doppiofondo della collezione di dischi dei due: Warhead dei Venom con ospite Scott Kelly dei Neurosis, Attitude dei Kinks, una punkish Art School dei Jam con Tom “AmRep” Hazelmeyer alla voce e una versione ancor più malata di Heathen Earth dei Throbbing Gristle vanno a braccetto con roba assurda come Carpe Diem dei Fugs, Timothy Leary Lives degli sconosciuti Pop-O-Pies o Romance dei Tales of Terror. Capolavoro indiscusso, la scottwalkerizzazione di In Every Dream Home A Heartache dei Roxy Music con Jello Biafra e Kevin Rutmanis dei Cows a garantire la giusta dose di follia.

C’è sempre un retrogusto, più o meno evidente e palese, di presa per il culo, ma dopotutto è la storia stessa dei Melvins ad averci abituati ad aspettarci di tutto senza farci troppe domande.

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