Recensioni

Archiviati momentaneamente i progetti Plymouth e Slobber Pup, Joe Morris e Jamie Saft tornano con Red Hill, nuovo progetto in compagnia di Balazs Pandi (Obake e i recentemente riformati Zu) e di uno dei pilastri del free jazz contemporaneo: Wadada Leo Smith. Frutto di recording sessions votate all’improvvisazione più spinta, Red Hill mostra un ensemble compatto e in stato di grazia che fa quadrato attorno alla figura carismatica di Leo Smith, senza però mostrare timore reverenziale o sudditanza.
La opening track Gneiss, dominata dal fraseggio pungente e senza fronzoli di Wadada, serve come antipasto la prova incredibile di Saft al pianoforte, strumento preferito nella quasi totalità delle tracce di questo episodio al caro Fender Rhodes. La sezione ritmica formata da Morris e Pandi costruisce strutture solide e convincenti (la seconda parte di Janus Faces è emblematica), adattandosi perfettamente ai continui cambi di direzione di Smith e Saft. Nel suo essere profondo e multisfaccettato, Red Hill è un bel lavoro sotto tutti i punti di vista, ma richiede tempo e pazienza per essere assimilato e apprezzato al meglio.
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