Recensioni

Già in passato complici negli Slobber Pup, Jamie Saft e Joe Morris tornano ad unire le forze nel nuovo progetto, sempre targato RareNoise Records, Plymouth.
Sintonizzati sulle frequenze free-jazz di scuola newyorchese, Saft e Morris si fanno accompagnare in questa nuova avventura dagli ottimi Chris Lightcap, Gerald Cleaver e la giovane promessa e allieva di Morris, Mary Halvorson, protagonista nell’edizione 2013 di Ai Confini Tra Sardegna e Jazz di uno dei live più interessanti dell’intera kermesse. Con tre tracce per sessantadue minuti scarsi, Plymouth non si discosta dalle passate produzioni dei due leader – entrambi sono da anni nel giro Knitting Factory e Rogue Art – mostrando piena padronanza di linguaggio e affiatamento, soprattutto su un’asse Morris-Halvorson che costruisce pattern robusti e mai scontati.
Ispirato tanto da Cecil Taylor quanto da Jon Lord, Jamie Saft imbastisce tappeti sonori di altissima fattura alternandoli a momenti di estrema follia sonora – in alcuni passaggi l’hammond ha veramente volumi lancinanti – risultando lo snodo principale di tutti i passaggi del disco. Onnipresente. Bello ed estremamente complesso, Plymouth è un disco che ha bisogno di tanti ascolti prima di essere apprezzato completamente. Come le altre produzioni RareNoise, non è assolutamente un album per tutti; per gli appassionati del genere, invece, tanta sostanza su cui buttarsi.
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