Recensioni

Gli anni passano inesorabili per noi e per i nostri eroi. David Yow va per i sessantacinque; i suoi ascoltatori di un tempo per la cinquantina. Non dico nel prime dei Jesus Lizard ma anche solo nel 2009 – al tempo della prima reunion – l’avresti visto cantare per tre quarti del concerto sopra le teste dei suoi amici spettatori. Oggi il crowd surfing si limita a due o tre pezzi “irrinunciabili”. E a un certo punto il nostro si accomoda tranquillamente su uno sgabello. Io lo invidio comunque: ho smesso di pogare da decenni. C’è un’altra cosa che non fa più e che faceva spesso una volta: calarsi i pantaloni e l’underwear. E qui direi che non ci sono rimpianti.
A parte l’inizio simpatico (come avrebbero voluto essere gli opener italiani Brucherò nei Pascoli, ma preferisco glissare) c’è una cosa serissima da dire, e cioè che i quattro basilischi di mezza età sono la stessa c@##o di macchina musicale macinasincopi e intonarumori che spacca ancora (recupero un po’ di slang giovanilista dell’epoca che non fa mai male). Solo qualche grammo di energia in meno al secondo ma qualche grammo eh. Giusto qualche grammo. E qualche “Fuck Trump” in più naturalmente. Perché i tempi sono questi. E il tycoon arancione all’epoca faceva ancora solo il tycoon.

E poi la scaletta: uno spasso. Si inizia con Mouth Breather dedicata a Steve Albini e tutta la sua abrasiva potenza. Con Puss e la sua paranza di boogie stoogesiano-rollingstoniano e wave paranoica alla PIL. La ritmica assassina e precisissima di Boilermaker e Gladiator (che album cafonissimo e sublime era Liar!). “I’m calm now/I’ve calm down” ma Yow è solita pentola a pressione. Poi arriva pure Nub con quella slide mostruosa e tutto è sensualissima, brontolona e oscena grazia (compreso Yow che si dimena sopra le prime file).
I brani nuovi, Hide & Seek o Alexis Feels Sick, fanno la loro maledetta bella figura. Altre nevrosi prima dello stop: Seasick e una Then Comes Dudley da manuale. I bis dedicati soprattutto ai brani di Rack ma con altre due botte di classe come Monkey Trick e Blockbuster. Sempre suonate in maniera impeccabile. Caotica nell’anima e precisissima, maniacale nella forma.
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