Recensioni
Bud Spencer & Terence Hill
... altrimenti ci arrabbiamo!
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Valerio Di Marco
- 4 Aprile 2024

«Ci sono serie possibilità»… che siano ancora “arrabbiati”. Di sicuro 50 anni dopo, la formula a base di risate e cazzotti di Bud Spencer e Terence Hill è ancora viva e vegeta. Il 29 marzo 1974 usciva infatti …altrimenti ci arrabbiamo!, probabilmente il loro film più famoso, quello della Dune Buggy rossa con cappottina gialla, della gara a birra e salsicce e del coro nelle prove a teatro con Bud baritono e Terence falsetto mentre il killer Paganini cerca, invano, di metterli nel mirino.
Al settimo film girato in coppia dal compianto Carlo Pedersoli e da Mario Girotti (questi i nomi all’anagrafe) la formula di cui sopra, un unicum per la nostra commedia esportato in tutto il mondo, è già consolidata. Solo che ci si è arrivati per gradi, muovendo dal genere western (Dio perdona… io no!, I quattro dell’Ave Maria, La collina degli stivali) per poi sbertucciarlo con Lo chiamavano Trinità e relativo sequel (grazie ai quali nasce il cosiddetto fagioli-western), e infine traslarlo in scenari contemporanei come la giungla amazzonica di … più forte ragazzi! (1972) e appunto il mitico film di Marcello Fondato, il primo ambientato in un contesto urbano pur risentendo ancora dei natali pistoleri del duo, per esempio nei loro sguardi reciprochi in cagnesco e scambi dialettici ridotti all’osso, al punto che l’esilarante scena del doppio duello dei protagonisti contro due “cattivi” in sella a motociclette è proprio un omaggio allo spaghetti-western con tanto di colonna sonora in stile Morricone.
La trama del film è nota. Ben e Kid sono due amici che mal si sopportano, o perlomeno il primo (interpretato da Bud Spencer) mal sopporta il secondo (Terence Hill), che come se non bastasse gli contende anche il premio in palio in una gara di rally rappresentato da una Dune Buggy (una simpaticissima macchina sportiva realizzata dalla Puma) che i due si aggiudicano ex aequo. Ma prima di decidere a chi dei due essa appartenga, una banda di taglieggiatori che vuole far chiudere il luna park attiguo all’autofficina di Ben per costruirvi un grattacielo gliela tampona e distrugge accidentalmente. Così i due decidono di farsi valere e vanno dal capo della banda a reclamare il danno…
…altrimenti ci arrabbiamo! rappresenta un must della commedia all’italiana che poi solo italiana non è, se è vero, com’è vero, che Bud Spencer e Terence Hill hanno interpretato insieme 18 film, di cui 16 come coppia protagonista, molti dei quali hanno ottenuti incassi clamorosi anche all’estero. In alcuni paesi i due attori sono famosi come da noi. Infatti i loro film vengono recitati in inglese per attecchire anche negli Stati Uniti, dove hanno un gran successo. Lo stesso Quentin Tarantino utilizzerà per la scena finale del suo film Django Unchained il celebre brano composto da Franco Micalizzi per Lo chiamavano Trinità. Oppure in Germania: a Berlino c’è il Bud Spencer Museum e a Ilmenau (Turingia) il prossimo settembre si terrà un grosso festival dedicato alla coppia. La cultura popolare è pregna di riferimenti al duo, al di là delle varie iniziative che si tengono annualmente anche in Italia (appuntamento nel 2025 a Ferrara). Pure le botte hanno un nome: il “piccione”, per esempio, è il classico cazzotto appioppato da Bud Spencer dall’alto in basso sulla testa o sulla spalla del malcapitato di turno. E poi nel 2017 è uscito il videogioco Slaps and Beans, picchiaduro a scorrimento orizzontale che ha avuto un seguito l’anno scorso e in cui compaiono anche molte situazioni “metropolitane” di …altrimenti ci arrabbiamo!
Il contesto cittadino è Madrid, dove si sono svolte gran parte delle riprese, segnatamente in due punti della città: un quartiere compreso tra Puente de Toledo e lo stadio Vicente Calderòn (sede, oggi demolita, delle partite interne dell’Atletico Madrid che proprio nel 1974 arriva per la prima volta in finale di Coppa dei Campioni) e in alcuni vicoli in pieno centro nelle vicinanze di Plaza Mayor. Tuttavia Madrid non viene mai nominata nel corso del film. Si intuisce che siamo da quelle parti per il fatto che le insegne dei negozi e le pubblicità sui cartelloni recano scritte in spagnolo, ma per il resto potremmo essere ovunque. Il cinema ci sta già abituando ai non-luoghi, l’alba dei Settanta lo è anche della globalizzazione. D’altra parte un luna park è un luna park in qualsiasi parte del mondo, così come un’autofficina è un’autofficina sia che ci si trovi in Spagna, in Italia o nel Wisconsin. Anche la speculazione edilizia è la stessa a ogni latitudine per cui il film parla un linguaggio universale, immediato, come nei cartoni animati. In effetti anche il paragone con i cartoon non è peregrino. Pure lì i luoghi sono spesso non-luoghi, inesistenti oppure esistenti ovunque, il che in fondo è lo stesso, e le situazioni sono immediatamente comprensibili. Del resto i personaggi di Spencer e Hill si chiamano Ben e Kid, nomi da manga appunto, che poi significano la stessa cosa, figlio, nelle versioni rispettivamente ebraica e anglofona.
…altrimenti ci arrabbiamo! segna anche l’avvio definitivo della collaborazione artistica tra i due protagonisti dopo il “tradimento” di Spencer con Giuliano Gemma in Anche gli angeli mangiano fagioli (1973), ed è qui che le regole d’ingaggio del duo vengono definitivamente codificate, a partire dal rapporto antitetico tra i due caratteri, burbero l’uno, scaltro e importuno l’altro, al fine far scaturire l’effetto comico. Il grasso e il magro, l’”orso”e l’affabile, gioco degli opposti già reso celebre, nelle varie declinazioni, da Stanlio & Ollio, Gianni & Pinotto e Peppone e Don Camillo (tra l’altro Terence Hill, nel 1983, interpreterà proprio il famoso prete guareschiano in un adattamento cinematografico della storia). Trovare un’intesa del genere non è facile, del resto, per citare un altro titolo della coppia, Chi trova un amico trova un tesoro.
Attenzione però: l’intesa ha successo anche grazie a grandi maestri del cinema italiano alcuni dei quali forse meno celebrati di quanto avrebbero meritato: registi come Giuseppe Colizzi, Sergio Corbucci ed Enzo Barboni (più conosciuto come E.B. Clucher); sceneggiatori come gli stessi registi appena nominati ma anche Francesco Scardamaglia, Augusto Caminito, Mario Amendola; e doppiatori come Glauco Onorato e Pino Locchi, tra i più illustri esponenti della scuola italiana che ancora oggi è tra le migliori al mondo. Per non parlare degli attori comprimari, imbranati scagnozzi con facce da western (sempre là si ricasca) e bravissimi a “incassare” botte come Luciano Catenacci, Riccardo Pizzuti, Claudio Ruffini. Lo stesso …altrimenti ci arrabbiamo! è scritto da Fondato e Scardamaglia, e vede al doppiaggio italiano Onorato e Locchi che presteranno la voce ai due protagonisti in quasi tutti i loro film, più Oreste Lionello che doppia sia il capo dei cattivi, interpretato dall’immenso John Sharp, che il “teutonico” Dottore, interpretato da Donald Pleasence (il futuro psichiatra Sam Loomis dell’iconica saga horror Halloween), il quale fa da guida “spirituale” al Capo e ne manovra le decisioni.
Il film diventa campione d’incassi nella relativa stagione cinematografica, ma grazie ai ripetuti passaggi televisivi andati in onda nel corso degli anni riuscirà a conquistarsi un pubblico trasversale alle generazioni, in tempi in cui la presenza nei palinsesti catodici non solo è in grado di perpetrare il successo di un film ben oltre il tempo di stazionamento in sala ma in molti casi può decretarne l’ascrizione al rango di cult quando magari quella stessa pellicola al cinema è passata inosservata. Indimenticabile anche la colonna sonora che lancia gli Oliver Onions (i fratelli Guido & Maurizio De Angelis) a livello internazionale, con l’intramontabile hit Dune Buggy; così come l’interpretazione dello stesso Pleasence coi suoi mitici e reiterati «nein» a cercare di inculcare al Capo il concetto di cattiveria.
La liason tra Spencer e Hill, intervallata peraltro da molte ottime prove in solitaria dei due, andrà avanti per tutti gli anni ’70 e buona parte degli ’80, chiudendo definitivamente nel 1994 con la crepuscolare rentrée rappresentata da Botte di Natale (dove è evidente che né l’uno né l’altro attore, con l’età ormai avanzata, sono più in grado di sostenere le prove fisiche richieste dai ruoli). Ma il film della Dune Baggy resta una pietra miliare.
Nel 2022 è uscito un remake, o per meglio dire un legacy sequel, con Edoardo Pesce e Alessandro Roja nei panni di Carezza e Sorriso, i figli di Ben e Kid (più Christian De Sica nel ruolo del cattivo), ma – e non ce ne vogliano i due pur bravi attori romani – non poteva che essere un flop, con la miseria di 85mila euro di incasso complessivo (un po’ come l’insuccesso del “Monnezza” riesumato da Claudio Amendola nel 2005 in sfregio allo spessore comico del personaggio a suo tempo interpretato da Tomas Milian). Come a dire: non provateci più a emulare Bud e Terence, altrimenti… si arrabbiano.
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