Recensioni

7.2

Da un paio di dischi a questa parte, Alessandro Grazian galleggia in una bolla di suono avvincente e per certi versi atipica, per chi conosce le prime produzioni del musicista padovano. Si coglie un senso di estrema libertà (formale e sostanziale) nella musica che il Nostro partorisce ultimamente, come se la metrica del cantautorato e i suoi steccati stilistici più ortodossi si fossero sciolti in un alambicco di suoni vaporosi. C’è insomma, durante l’ascolto, il gusto di venir sorpresi, un senso di scoperta che va oltre il semplice apprezzare l’indiscussa qualità della scrittura di Grazian.

Il cambio di marcia è anche figlio della collaborazione concretizzata ai tempi di Armi (2012) con Leziero Rescigno, qui chiamato a co-produrre assieme a Antonio Cupertino. Un trovarsi che è stato probabilmente anche un ritrovare stimoli, per Grazian, o magari un arrivare a definire quella peculiare “contemporaneità” che il suo songwriting – da sempre teso verso una certa classicità di fondo, seppur personale – non aveva mai avuto.

L’età più forte non fa eccezione, anzi spinge ancora di più sull’acceleratore rispetto al predecessore. Tanto che in brani come Corso San Gottardo vengono in mente i Pink Floyd più languidi e “espansi”, ma anche qualcosa che rimanda a certi crescendo in stile Godspeed You! Black Emperor (in coda alla traccia). Troppo azzardato per un cantautore? Non quanto si potrebbe pensare. Lo confermano anche le atmosfere dreamy annegate nei synth di un La risposta digital-caraibico (in certi momenti sembra di ascoltare i Drink To Me) che riesce ad essere anche uno dei brani più orecchiabili di tutto il lotto. La forza sta negli opposti, nell’intingere il cantautorato vecchio amore in fluidi sgargianti (Satana, ma anche Anastasia) rimanendo mano nella mano a una wave pungente (un Lasciarti scegliere che sembra voler riprendere la Armi del disco precedente, l’ironica Se io fossi una band mi scioglierei) o a una psichedelia liquida e sognante come quella della conclusiva Noi Noi Noi.

Tolta la sorpresa iniziale, c’è da dire che anche nei successivi passaggi il disco mantiene le promesse, soddisfando gran parte delle aspettative. Ulteriore conferma di un percorso coraggioso e di valore, tra l’altro in questo caso finanziato direttamente dal pubblico tramite MusicRaiser.

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