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A due anni dall’uscita della premiata colonna sonora realizzata per il documentario Markak (dieci composizioni strumentali equilibrate e toccanti che riflettevano sul celebre bombardamento di Guernica in occasione dell’ottantesimo anniversario), il basco Aitor Etxebarria torna con un nuovo album, più orientato su coordinate cantautorali e art-rock. Nihilism Part.1 si articola in nove brani che muovono dalle atmosfere sospese e orchestrali della ost, allontanandosi ormai definitivamente dagli esordi elettronici di Aitor con l’alias EL_TXEF_A e consacrando dunque il compositore basco come uno degli artisti europei più completi e personali.
Apre l’album il minimalista incedere di pianoforte di una Vacant che mostra ben più di un collegamento con il lavoro precedente, mentre la successiva Can’t See Nobody, impreziosita da delicati ricami di tromba, è a tutti gli effetti una straziante torch-song, in realtà soltanto la prima di un’intera serie: di seguito infatti arrivano il lacerante doom da camera di Awakening To Archaic Values, la più delicata ed eterea Little Too Soon (affidata alla bella voce di Elena Setién), le due versioni di Extean (strumentale e più lacerata l’originale, cantata e soffusa quella alternativa), l’incursione nel folk tradizionale basco di Untitled 1 e infine la lunga e dilatata Eterno Ritorno, quasi tredici minuti di noise sinfonico arricchito da disturbi elettronici e da una perturbante interpretazione vocale.
Per questo suo nuovo corso, Aitor Etxebarria ha confezionato un disco che è viaggio e meditazione in musica intorno alle incertezze della vita e, come tale, gioca tra contrasti, silenzi ed esplosioni: spiazza ed insieme avvolge accogliente l’ascoltatore, mostrando gusto e misura proprio come compete a un grande autore.
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